Manovra, i farmacisti ospedalieri: “Preoccupazione per emendamento irricevibile e inopportuno”

"Il testo sulle sperimentazioni in farmacologia clinica viola il perimetro professionale", dicono dalla Sifo
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ROMA – La Società Scientifica dei Farmacisti Ospedalieri Italiani-SIFO interviene oggi – a pochi giorni dall’avvio del suo XLI Congresso nazionale (Dai Dati all’Informazione: nuovo paradigma per l’Assistenza Farmaceutica e il SSN. Imparare dall’emergenza per cambiare, 10-12 dicembre 2020) per esprimere “una forte preoccupazione nei confronti di un emendamento presentato nell’ambito della discussione sulla legge di bilancio 2021 che tocca inspiegabilmente alcune delicate responsabilità professionali”. Arturo Cavaliere, presidente SIFO, ha “sempre auspicato una totale collaborazione con le altre societa’ scientifiche e ordini professionali, nel leale rispetto dei ruoli e delle competenze specifiche”.

L’emendamento 81.031 al D.L. alla Camera dei Deputati n. 2790 (Legge di Bilancio 2021), che recita all’art. 81 bis (Sperimentazioni delle UOC Farmacologia Clinica), dichiara Cavaliere, “ci lascia pertanto attoniti, proprio perché viola palesemente un perimetro professionale da sempre presidiato con attenzione e competenza dai Farmacisti ospedalieri e territoriali. Riteniamo peraltro poco apprezzabile che la proposta citata giunga nel pieno momento pandemico nel quale i farmacisti, insieme a medici e infermieri, stanno fortemente contribuendo alla gestione di un’emergenza che tuttora vede i professionisti impegnati in prima linea, una situazione che vedrà i farmacisti ospedalieri ulteriormente coinvolti nella prossima complessa e delicata gestione del processo di conservazione, dispensazione ed allestimento del nuovo vaccino Covid-19″.

“Prendiamo le distanze in modo fermo- continua Paolo Serra, membro del Consiglio direttivo SIFO- da una proposta che non solo non ci premia, ma che sulla carta collocherebbe i farmacologi in strutture sovraordinate rispetto alle UOC dei Servizi Farmaceutici. Riteniamo che i profili specialistici – ricordiamo che quella della Farmacia ospedaliera e’ una specializzazione quadriennale – debbano connotarsi in coerenza con il proprio percorso formativo e conseguentemente collocarsi in linee di attivita’ esclusive. Non accettiamo questo tentativo di invasione di campo in ambiti già codificati e attribuiti al farmacista e già supportati da numerose norme di legge. Abbiamo da sempre a cuore la qualità dell’assistenza farmaceutica e non troviamo corretto che i nostri spazi professionali vengano sottratti a favore di altre figure che non hanno mai svolto la professione del farmacista ospedaliero”. Concludono congiuntamente Arturo Cavaliere e Paolo Serra: “Riteniamo pertanto irricevibile e inopportuno l’emendamento citato e auspichiamo al contrario che si continui ad investire sulla nostra figura professionale come gia’ accade negli altri Paesi europei nei quali la Farmacia clinica e’ una realta’ ben consolidata e nota per contribuire a migliorare gli esiti clinici ed organizzativi dei sistemi sanitari”.

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