Ergastolo per l’assassino di Giuseppe Parretta, la mamma: “È il mio regalo per lui”

Il ragazzo venne assassinato a colpi di pistola il 13 gennaio 2018 a Crotone
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Giustizia è fatta. Domani Giuseppe avrebbe compiuto 20 anni e questo è il mio regalo per lui. E’ una giusta sentenza anche per gli altri miei due figli. Stanotte dormirò e la mia missione andrà avanti”. Sono le parole all’agenzia Dire, miste alle lacrime, di Caterina Villirillo, mamma di Giuseppe Parretta, assassinato a colpi di pistola il 13 gennaio 2018 nella sede dell’associazione LibereDonne di Crotone, a pochi minuti dalla sentenza che ha condannato in primo grado all’ergastolo Salvatore Gerace.

La mamma di Giuseppe Parretta: “Non dimenticatelo, voglio giustizia”

“Dalla lettura del dispositivo della sentenza- ha dichiarato l’avvocato di Caterina Villirillo, Emanuele Procopio- capiamo che il racconto dei testimoni oculari, la mamma di Giuseppe e i suoi figli, è stato creduto, mentre quello dell’imputato no. La Corte ha escluso l’aggravante dei futili motivi (perchè Gerace era convinto che la moto di Giuseppe fosse stata il frutto di una relazione tra Giuseppe e chi attentava alla sua vita) e la particolare crudeltà (perchè solo l’ultimo colpo è stato quello mortale). L’imputato ha offeso in aula Caterina e la sua famiglia e non ha mai chiesto scusa nè perdono”.

Il comportamento processuale dell’assassino “è sempre stato denigratorio verso la mamma di Giuseppe“, come ha sottolineato anche Jessica Tassone, avvocata di parte civile per i fratelli di Giuseppe e presidente di un’associazione che si occupa di violenza di genere. “L’imputato attraverso dichiarazioni e manoscritti ha sempre provato a screditare Caterina, anche in funzione del suo operato con l’associazione LibereDonne. Persino oggi ha chiesto la parola per continuare questa campagna denigratoria. La spingeremo ad andare avanti. La sentenza non le restituisce il figlio- ha concluso- ma almeno giustizia è fatta e lei non resterà solo una vittima”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

5 Dicembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»