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VIDEO | Minimum fax svela il mondo, quello vero

Intervista all'editore Daniele Di Gennaro dopo gli ultimi successi di 'Statale 106' e 'Remoria'
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ROMA – Un amore che dura da 25 anni, lungo 800 titoli. Sono quelli di Minimum Fax, casa editrice indipendente, fondata nel 1994 da Daniele Di Gennaro che ancora oggi la dirige. Lungo questi anni, pieni di fatica, ci sono stati tanti successi editoriali e grandi soddisfazioni: molti autori sono arrivati al Premio Strega, a dirigere eventi importanti e sezioni di altre case editrici di livello internazionale. Tutto è cominciato con un viaggio, al Salone del libro di Torino, dove la piccola e agguerrita squadra nascente portò alcuni scatoloni con i primi due titoli. Da quel giorno il viaggio non si è mai interrotto, ed oggi Daniele di Gennaro, nell’intervista rilasciata all’agenzia Dire, parla degli ultimi libri che stanno riscuotendo il favore del pubblico, a cominciare da: ‘Statale 106 – Viaggio sulle strade segrete della ’ndrangheta’ di Antonio Talia. “E’ un reportage narrativo su un’arteria che parte da Siderno a Reggio Calabria, e che è una strada dalla quale nascono storie che raccontano un potere globale, da Africo a Platì, paesi in cui ci sono collegamenti con Duisburg, l’Australia e gli Stati Uniti. È un modo di raccontare una mentalità, è una psico-geografia che genera un’organizzazione formidabile per funzionamento e un potere finanziario che vale 55 miliardi all’anno”. La presentazione del libro è molto richiesta da sindaci e scuole. “È stata una catena solidale spontanea straordinaria: le associazioni di impegno civile antimafia hanno reagito rilanciando un segnale fortissimo. I sindaci di Milano, Napoli, Palermo, Modena e Bari hanno risposto con il desiderio di voler presentare il libro anche perché si sentono aggrediti nelle economie forti di queste città da questo fenomeno – ha spiegato Di Gennaro – Dall’altra parte la narrazione di questi processi ed anche la possibilità di interventi di de-radicalizzazione attraverso i ragazzi, giovani, le madri e le famiglie è la chiave per poter vedere questo atto d’amore che l’autore ha fatto per la sua terra, e quindi questo contrasto stridente tra il sublime e l’orribile”.

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Di Gennaro ha raccontato anche con quale approccio Minimum Fax ha pubblicato ‘Remoria‘ di Valerio Mattioli: “La scelta editoriale di Minimum fax è di raccontare e portare in evidenza le voci che dalla periferia e dalle province vedono il quadro più chiaro: noi pensiamo a Chris Offutt, Dorothy Allison, Arpino, Bianciardi, agli scrittori che non vivono nelle città vetrina e dense di consumo e di obnubilazione da un’idea di centro, che forse centro più non è, ma rileviamo che la produzione culturale più forte viene da angoli dimenticati, non ascoltati, che comunque narrano un sentimento sociale che genera poi le situazioni politiche di tutto il mondo. Pensiamo a Trump negli Stati Uniti, che non è stato spiegato dagli scrittori di Brooklyn, Manhattan e Los Angeles ma dagli scrittori che raccontano perché uno dorme col fucile sotto al letto e da povero vota contro l’Obama care sanitario. La stessa cosa in Italia: abbiamo dato dei bifolchi, abbiamo sbeffeggiato fenomeni di populismo estremo quando in realtà più che bifolchi questo sentimento, che è la paura della paura, la paura dell’idea di disagio, di una manodopera a basso costo che arriva anche attraverso l’immigrazione, è una pura fondata: c’è un problema che vivono queste persone e la narrazione di autori che hanno una possibilità di prossimità e affettiva e quindi una narrazione partecipata di vicinanza a questi fenomeni, è la chiave per fermare un crollo culturale, visto che quello politico con i libri si ferma poco. Cioè cerchiamo di capire quanto ci siamo isolati in un atteggiamento giudicante che non ha prodotto nulla di buono. E questo sarà un libro importante, l’autore Valerio Mattioli ha scritto ‘Remoria’, che è un atto, un percorso filosofico e di analisi dei fenomeni che vengono dalle periferie. ‘Remoria’ sarebbe Roma se avesse prevalso Remo su Romolo, quindi è la città invertita e che produce tanta cultura e tanti fenomeni non certo dal centro storico, che ormai è diventato una specie di presepio immobile, quanto dalle periferie, che sono ben oltre fuori al Raccordo Anulare – che non circonda nulla in realtà – e generano movimento dinamicissimo di evoluzione dei linguaggi ed espressione di quel sentimento sociale che è il senso comune, come lo definiva Raffaele La Capria, che genera poi l’evoluzione delle culture e dei linguaggi”.

“CONDIVIDERE LA CONOSCENZA È UN ATTO POLITICO”

Minimum fax “è nata da un corso di scrittura. Lì incontrai le persone con le quali poi ho unito le forze per generare una rivista, allora via fax, e poi un piano editoriale per i libri, con il primo uscito nel ’94. Ho scoperto che in questo tipo di ambiente prendi coraggio perché il peso dell’incertezza lo dividi su più spalle: il tuo sogno di occuparti di libri o di editoria trova una sponda anche psico-affettiva con chi, come te, ti mette in condizione di non vivere più in solitudine questa passione”, racconta Di Gennaro.

“I corsi di Minimum fax sono nati tantissimi anni fa per restituire questa esperienza perché la narrazione dei processi è una chiave di liberazione possibile per tanti che hanno delle passioni e che pensano purtroppo in maniera frustrata di poterle vivere solo nel tempo libero. In realtà se uno fa un mestiere che gli piace fa meno danni alla società, produce più valore e soprattutto si mette in condizione di poter condividere a sua volta quell’esperienza. La condivisione della conoscenza è un atto politico, i corsi e le persone interessate a questi processi hanno delle grandi ragioni per potersi accostare a questo mondo con ragioni personali”, ha aggiunto Di Gennaro.

Secondo l’editore di Minimum fax “l’attitudine alla lettura con l’evoluzione tecnologica è cambiata, come negli ultimi anni sono aumentate le concentrazioni delle major distributive ed editoriali. Però dall’altra parte ha una possibilità nell’unità psico affettiva dell’oggetto libro che ti dà la possibilità di avere nelle tue mani l’esperienza di qualcun altro e poter vivere in quantità enormi non solo dalla tua stessa singolare prospettiva ma impossessarsi dell’esperienza altrui questa è una chiave assolutamente unica che il libro ha oltre alla sua possibilità ipertecnologica di poter funzionare senza corrente elettrica per esempio”.

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