Al Sant’Orsola di Bologna apre la ‘teen room’ per gli adolescenti del reparto di oncoematologia

Sono stati gli stessi ragazzi ad avere l'idea l'anno scorso, realizzata poi grazie all'aiuto di Ageop e alla direzione generale del Policlinico
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BOLOGNA – Uno spazio “per cazzeggiare” in santa pace, tra amici, senza i genitori e senza doversi adattare alle attività pensate per i bambini più piccoli. Ma soprattutto staccando per un po’ il pensiero dalle difficoltà delle terapie in ospedale. E’ la ‘teen room’, la stanza dedicata agli adolescenti ricoverati nel reparto di oncoematologia pediatrica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, inaugurata oggi. E sono stati proprio gli stessi ragazzi ad avere l’idea l’anno scorso, realizzata poi grazie all’aiuto di Ageop e alla direzione generale del Policlinico, che ha sposato il progetto.

“Stavamo sempre in stanza, col pc in mano, senza interagire con gli altri ragazzi- raccontano al taglio del nastro Albana e Anna, le due ragazze che hanno avuto l’idea- non c’era nulla da fare. Ora abbiamo uno spazio dove possiamo parlare di altro, che non sia l’ospedale. E ricorda casa”. 

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Insieme a loro, all’idea originale della ‘teen room’ ha partecipato anche Giacomo. Che però non ha avuto la fortuna di vederla realizzata. “Giacomo era un ragazzo introverso e molto intelligente- racconta la mamma- stava sempre in camera e parlava poco. Ma in quella stanza sono sicura che ci sarebbe andato, con grande sollievo. Questo spazio è un’unione che mancava. Al contrario di precedenti esperienze in altri ospedali, qui abbiamo trovato una grande attenzione prima di tutto alla persona”. 

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Con la campagna “Lotto anch’io 2019” Ageop ha raccolto 80.416 euro, usati per finanziare il progetto. All’interno della stanza ci sono alcuni divanetti, due tavoli, un computer, alcune console per i videogiochi, una tastiera per suonare e scaffali pieni di fumetti e giochi di società. 

“Non è facile ritagliare nuovi spazi in strutture come queste- sottolinea il numero uno di Pediatria, Andrea Pession– ma è stato fatto un bel lavoro. Non è solo una stanza, è uno spazio dove avranno la loro privacy e potranno cazzeggiare”. E aggiunge: “Abbiamo tante iniziative per i bambini, forse troppe, ma non avevamo niente per gli adolescenti“, che sono troppo grandi per stare coi bimbi e troppo piccoli per andare in reparto con gli adulti. “Sono stati i ragazzi a tirarci le orecchie”, ammette il primario. Per la cura di questi ragazzi, sottolinea a sua volta la direttrice del Sant’Orsola, Chiara Gibertoni, “non serve solo il farmaco ma anche un supporto in tutte le loro dimensioni, non solo in quella di malato. E cazzeggiare è fondamentale per la serenità di un’adolescente”.

Dalla ‘teen room’ ora, si attende Francesca Testoni, responsabile di Ageop, “arriveranno anche altre idee dai nostri ragazzi”, grazie anche ai laboratori e alle attività musicali, fotografiche e creative a loro dedicate. “Questa inaugurazione è una piccola metafora del nostro sistema sanitario- chiosa l’assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi- andiamo sempre più verso una sanità personalizzata, perchè curiamo persone con bisogni diversi e non numeri. Inoltre possiamo contare su un’alleanza forte tra cittadini, associazioni e istituzioni”.

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