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“L’Ambasciata Usa a Gerusalemme”: decisione shock di Trump, mondo arabo in rivolta

Scontro per la decisione Usa di trasferire l'ambasciata a Gerusalemme. Per Erdogan sicherebbe superare una "linea rossa" per i musulmani di tutto il mondo.
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ROMA – Donald Trump ha informato oggi il presidente palestinese Mahmoud Abbas dell’intenzione di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme: lo ha riferito, in una nota, la presidenza dell’Autorita’ nazionale palestinese (Anp).

Nel comunicato si da’ conto di un colloquio telefonico avvenuto nel pomeriggio su iniziativa del capo di Stato americano. Durante la conversazione Abbas avrebbe messo in guardia Trump “delle conseguenze pericolose della scelta per il processo di pace, la sicurezza e la stabilita’ nella regione e nel mondo”.

 

ERDOGAN: PRONTI A ROMPERE LE RELAZIONI CON ISRAELE

Il presidente turco Racep Tayyip Erdogan si è espresso contro la decisione annunciata da Donald Trump di voler spostare l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, e quindi di riconoscere di fatto quest’ultima quale capitale di Israele.

Per Erdogan questo gesto significherebbe superare una “linea rossa” per i musulmani di tutto il mondo. Il presidente turco ha paventato pertanto la possibilità di rompere le relazioni diplomatiche tra Ankara e Israele.

Nel suo discorso di stamani in parlamento, Erdogan ha ricordato inoltre che, in quanto presidente dell’Organizzazione per la cooperazione islamica (Organisation for Islamic Cooperation, Oic), si impegna a “seguire con attenzione gli sviluppi della questione. Se tale decisione sarà confermata, nei prossimi 5-10 giorni organizzeremo un summit dei leader Oic a Istanbul. Mobiliteremo tutto il mondo musulmano per tale appuntamento”, che come ha ribadito il capo di Stato, avrà come obiettivo “la denuncia di questa decisione”.

Anche il presidente della Lega araba Ahmed Aboul-Gheit stamani si è espresso in merito alla vicenda, affermando che il riconoscimento unilaterale di Gerusalemme capitale dello Stato ebraico da parte della Casa Bianca sarebbe un atto “pericoloso”.

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