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Teatro Imperiale di Guidonia, l’appello della direttrice artistica: “Il pubblico ci aiuti a rinascere”

"Ho esplorato da sempre l'arte in tutte le sue forme": Anna Greggi si racconta in un'intervista all'agenzia Dire
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ROMA – “Sono stata innamorata del teatro fin da bambina, quando distribuivo ruoli alle mie cugine per rappresentazioni da far vedere ai grandi. Vivevo già a Guidonia e il mio asilo era proprio sopra il Teatro, quel posto che poi è diventata la mia seconda casa”. A raccontarsi all’agenzia Dire è Anna Greggi, direttrice artistica del Teatro Imperiale di Guidonia Montecelio, che della cultura ha fatto il suo lavoro, prima come attrice, dopo essersi formata a Milano e poi tornando nel territorio dove è nata e cresciuta, per dare il suo contributo ad un mondo che ha portato sempre avanti con tanto amore e gavetta.

“Ho esplorato da sempre l’arte in tutte le sue forme, scegliendo anche il Liceo Artistico negli anni delle superiori. Mi sono formata come attrice lavorando fin da giovane con molte compagnie- continua Greggi- e sono stata per tanti anni nei villaggi turistici, diventando la prima capo villaggio donna in Italia. É stata un’esperienza che mi ha fatto vivere in prima persona la discriminazione di genere. Più di una volta sono stata presentata infatti come una professionista ‘brava’ nel mio ruolo, anche se donna, come se ci fosse bisogno di specificarlo. Negli anni poi anche girando di città in città come attrice ho avvertito che per me, che ero diventata mamma a 18 anni, fosse richiesto un lavoro meno dinamico, secondo la regola che vorrebbe le attrici ‘single e sterili’, come sosteneva Paola Borboni. Di sicuro non è stato facile a volte conciliare questo lavoro con il ruolo di mamma. Quando poi a 42 anni sono diventata mamma per la seconda volta, ho sentito l’esigenza di fermarmi. Tornando a Guidonia ho messo su prima una compagnia teatrale nei primi anni 2000, si parlava poi della ristrutturazione del teatro e quando è uscito il bando di affidamento ho partecipato coinvolgendo un mio caro amico, lo storico Direttore artistico Gennaro D’Avanzo, avendo avuto io esperienze di direzione artistica ma sempre in compagnie o associazioni”. “Gestire un teatro pubblico non è stato facile in questi anni, c’è tanta burocrazia, problemi con giunte che cambiano, il commissariamento di Guidonia che ha portato la chiusura per un periodo, e l’affidamento ad altri per circa un anno che è stato un flop. Con il secondo bando di affidamento è tornato poi sotto la mia direzione e dal 2015 lo curo io- continua la direttrice artistica- Al momento stiamo lavorando per la ripresa, soprattutto dopo il periodo difficile della pandemia”.

Racconta ancora Greggi: “Sabato prenderà il via la nuova stagione teatrale, con il primo spettacolo di Antonello Avallone e il ‘Berretto a sonagli’ di Luigi Pirandello. Il mio compito è stato quello di scegliere il cartellone tenendo conto del pubblico che lo frequenta, e a Guidonia la gente è quasi tutta adulta, soprattutto storici abbonati. Per questo il teatro non può permettersi troppa innovazione, il cartellone deve essere vario; abbiamo la presenza di artisti di fama nazionale come Corrado Tedeschi, Roberto Ciufoli, Paolo Conticini, Milena Vukotic e la Little Tony Family, ma anche autori locali come Simone Saccucci, per chiudere a giugno con ‘La strana coppia’ di Neil Simon, di cui sarò regista. Accanto al cartellone ufficiale poi ci sono gli spettacoli di mattina rivolti alle scuole del territorio, spettacoli fuori cartellone di musica e danza, il Teatrofestival Città Premio Corvo d’Oro che vede in scena le compagnie emergenti del territorio e tanto altro, come gli appuntamenti fissi nella giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre e l’8 marzo, o eventi per il periodo natalizio e Capodanno”.

Causa Covid, la crisi si è fatta sentire forte anche e soprattutto nel settore dello spettacolo: “Il mio invito, rivolto a tutti, dopo questo anno e mezzo di chiusure è di tornare a teatro, abbiamo bisogno del pubblico per aiutarci a rinascere. Purtroppo avverto ancora tanta paura per il rientro, le persone si preoccupano per la vicinanza dei posti, anche perchè la capienza ormai è del 100%. In realtà il teatro è un luogo sicuro, i controlli sui green pass sono scrupolosi, e c’è comunque l’obbligo della mascherina- conclude- La pandemia poi ci ha abituati a stare più in casa, a vedere tutto sulle piattaforme in streaming, ma niente è come la magia del teatro dal vivo. Per questo, e mi rivolgo soprattutto ai giovani – che non hanno ancora molta familiarità con questa forma di arte – date una possibilità al teatro, non ve ne pentirete”.

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