Zaia: “Conoscete il semaforo, il giallo dura poco e poi c’è il rosso”

Il governatore del Veneto lancia a tutti un appello per il rispetto delle regole: "Il picco dovrebbe arrivare a metà novembre"
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VENEZIA – Non c’è da festeggiare per essere finiti in area gialla. Lo sottolinea a più riprese il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. “Giallo non è verde e tutti noi conosciamo il semaforo… Il giallo dura poco e dopo c’è il rosso”, conclude Zaia invitando tutti a rispettare le regole per tentare di evitare che la situazione epidemiologica peggiori.

“Un appello lo faccio ai ragazzi: se vedete uno senza mascherina pensate che rischia di portarci in area rossa. Perché è scientificamente provato che se tutti portassero la mascherina il problema non si porrebbe”.

“VENETO IN AREA ARANCIONE METTE IN DISCUSSIONE PIL”

“Il Veneto in area arancione è un Veneto che mette in discussione seriamente il suo Pil. E non parliamo di un Veneto in area rossa…”, dice Zaia.

“MODELLO MATEMATICO DICE PICCO A METÀ NOVEMBRE”

“Il modello matematico elaborato in casa dai nostri tecnici ci dice che probabilmente verso metà novembre dovremmo raggiungere l’apice, con 250 o 300 terapie intensive”, dice Zaia. Se i numeri saranno questi il sistema sanitario dovrebbe tenere, anche se già al momento i covid hospital stanno sospendendo tutta l’attività ordinaria ad eccezione di quella oncologica, e la pressione sugli ospedali inizia a salire, “anche per la mancanza di personale”, conclude Zaia.

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5 Novembre 2020
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