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Coronavirus, Arcuri: “Raffreddare la curva o il sistema non regge”

domenico arcuri
Se la situazione non dovesse migliorare, spiega Arcuri, "dopo una settimana, solo una settimana, non sarebbe in grado di reggere numeri di questa portata"
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ROMA – “Le misure messe in campo nelle settimane scorse iniziano a produrre i primi largamente insufficienti effetti sulla curva dei contagi. La situazione complessiva resta grave ma non e’ fuori controllo. Se non raffreddiamo la curva nessun sistema sanitario, e nemmeno quello italiano, sarebbe in grado di reggere a questa onda tumultuosa”. Lo ricorda il commissario straordinario all’emergenza covid Domenico Arcuri.

“Se il 7 per cento dei contagiati finisse ogni giorno in terapia intensiva, e se i contagiati continuassero ad essere ogni giorno 30mila, questo significherebbe che almeno 2mila posti letto in terapia intensiva sarebbero ogni giorno occupati in piu’. Dopo una settimana, solo una settimana, il nostro sistema sanitario, malgrado l’importante rafforzamento di questi mesi, non sarebbe in grado di reggere numeri di questa portata. E’ gia’ successo, ce lo ricordiamo tutti, non deve piu’ accadere”.

“SISTEMA IN ATTO EVITA LOCKDOWN TOTALE FINCHÉ SI PUÒ”

Oggi siamo capaci di intercettare gli asintomatici: il 65 per cento dei contagiati italiani e’ asintomatico o pauci sintomatico. Il virus colpisce dappertutto e l’Italia, e’ bene che lo dica anche questa sera, non e’ tutta uguale”, ricorda il commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri in conferenza stampa. 

Arcuri ricorda il sistema di monitoraggio del virus fondato su 21 parametri e la differenzazione per fasce regionali. “Il sistema evita fin quando e’ possibile – dice – il lockdown di tutto il paese, evita fin quando e’ possibile che ci si trovi tutti quanti ad affrontare il lockdwon del paese con le scene di marzo scorso“.

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