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VIDEO | Edoardo Leo saluta Gigi Proietti e cita il suo sonetto per Sordi: “Tu non sei soltanto un grande attore, sei tanto di più”

Al Globe Theatre colleghi e famigliari per salutare in una cerimonia laica il mattatore romano, prima della messa nella Chiesa degli artisti
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ROMA – Oggi Roma saluta il suo mattatore, Gigi Proietti. Il feretro del grande attore in un lungo corteo, scortato della Polizia locale e dai Carabinieri,  ha attraversato le strade della città che lo ha tanto amato e che fatica a dirgli addio. Ad attenderlo per una cerimonia laica al Globe Theatre di villa Borghese, da lui fortemente voluto e di cui era direttore, c’erano, oltre ai famigliari, diversi colleghi che hanno voluto ricordarlo. Tra loro Edorardo Leo.

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Il Globe Theatre di Roma sarà intitolato a Gigi Proietti

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IL DISCORSO DI EDOARDO LEO PER GIGI PROIETTI

Le parole dell’attore e regista romano, che ha ricordato l’umiltà del suo maestro, sono state un lungo e commosso ringraziamento. “Grazie per essere stato un punto di riferimento per molte generazioni di tanti attori e interpreti. Grazie per aver elevato il nostro mestiere a una dignità, raramente toccata prima- ha dichiarato con la voce tremante- Grazie per essere stato il motivo per cui molti di noi hanno cominciato a fare questo mestiere dopo averti visto sul palcoscenico, perché in tanti hanno sognato senza metterlo ‘Io da grande vorrei essere come lui’, ovviamente senza riuscirci mai”. Quindi il saluto finale nel quale Leo ha citato un sonetto con il quale Proietti salutò un altro grande maestro, Alberto Sordi: “Starai dicendo ‘Che state a fa’? Vi vedo tutti tristi nel dolore. E c’hai ragione, tutta la città sbriluccica di lacrime e ricordi’. Ti ricordi queste parole? Le hai scritte tu e noi te le rubiamo  anche stavolta, perché anche se non ci possiamo abbracciare ci siamo tutti qui a ringraziarti stretti stretti, che tu non sei soltanto un grande attore, sei tanto di più, sei Gigi Proietti”.

IL SONETTO DI GIGI PROIETTI PER ALBERTO SORDI

Io so sicuro che nun sei arivato, ancora, da San Pietro in ginocchione,
a mezza strada te sarai fermato, a guardà, sta fiumana de persone. 
Te rendi conto sì che hai combinato? 
Questo è amore, sincero, è commozione, 
rimprovero perché te ne sei annato, rispetto vero, tutto per Albertone. 
Starai dicenno ‘ma che state a fa? Ve vedo tutti tristi, ner dolore’ e c’hai ragione. 
Tutta la città sbrilluccica de lacrime e ricordi, 
che tu nun sei sortanto un grande attore, 
tu sei tanto de più, sei Alberto Sordi

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