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‘No a via Almirante’: i disegni di legge del Pd contro la propaganda fascista

La capogruppo Chiara Braga sottolinea che non si tratta di una "operazione nostalgia" ma l'obiettivo è "tutelare una memoria collettiva"

Pubblicato:05-10-2023 14:06
Ultimo aggiornamento:05-10-2023 14:07
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ROMA – Pene più dure contro la propaganda fascista e divieto di intitolazione di strade, piazze e edifici pubblici a esponenti fascisti. Il Pd presenta due disegni di propose di legge, sia alla Camera che al Senato, che prevedono tra l’altro la reclusione fino a un anno e sei mesi per chi propaganda idee fondate sulle esaltazione dei metodi eversivi dell’ordinamento democratico “propri dell’ideologia fascista o nazifascista”. La capogruppo Chiara Braga sottolinea che non si tratta di una “operazione nostalgia” ma l’obiettivo è “tutelare una memoria collettiva”.

Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del Pd, si rivolge direttamente alla premier Giorgia Meloni: “Cerca di presentarsi come moderata in Europa, sostenga le nostre proposte di legge antifascista. Da che parte sta?”. Per Ruotolo è importante “riattualizzare la legge Scelba e Mancino”, con particolare attenzione al web. L’esponente dem cita poi il presidente del Senato Ignazio La Russa che “non trova la parola antifascista nella Costituzione” e si dice “inorridito dalle parole del ministro Lollobrigida sulla sostituzione etnica”.
Il primo firmatario alla Camera Andrea De Maria sottolinea che con l’ok alla legge “non ci potrebbe essere alcuna intitolazione di piazze a Giorgio Almirante. Il fascismo in Italia – chiude – non è un’opinione ma un crimine“.
A portare l’appoggio alla iniziativa l’Anpi, che ha collaborato alla elaborazione dei testi, con il vicepresidente Emilio Ricci e il presidente Gianfranco Pagliarulo.


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