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Conte: “Appoggiare Raggi non è stato un errore, al M5s manca radicamento territoriale”

giuseppe conte imago
Il leader del M5s minimizza la sconfitta: "Per noi è il tempo della semina"
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CAGLIARI – “Non è stato affatto un errore candidare Raggi a Roma, che, a nostro e a mio personale avviso, ha fatto bene da sindaca. Obiettivamente ha avuto tante difficoltà, sin dall’inizio, e ha ricevuto anche tanti attacchi. Evidentemente, se non è stata premiata, non possiamo scaricare solo sugli attacchi”. Così il leader del M5s, Giuseppe Conte, oggi a Carbonia, Sud Sardegna, uno dei Comuni dell’isola chiamati al voto alle amministrative di domenica e lunedì prossimi.

“Gli effetti dell’amministrazione Raggi si sono visti tardi, non sono stati percepiti come visibili dai cittadini- ribadisce Conte-. Però il nuovo sindaco avrà ora la possibilità di gestire Roma e di farla correre. Il fatto di aver tenuto i conti in ordine, di aver fatto un sacco di lavoro e rimesso una serie di filiere in ordine, consentirà al nuovo sindaco di poter correre splendidamente”.

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A ROMA NESSUNA POSSIBILITÀ DI APPOGGIARE DESTRE

“Il ballottaggio di Roma? Ne parleremo, ma non vedo assolutamente alcuna possibilità che si possa appoggiare la politica di queste destre. Non c’è nessuna indicazione da parte nostra in quella direzione”, aggiunge ancora Conte.

“Per quanto riguarda Gualtieri, ci ragioneremo- spiega Conte-. È un ex ministro che ha lavorato con me e il Movimento nel Conte 2, quindi un’esperienza di governo misurata sul campo. Mi riferisco alla gestione della pandemia, al Piano nazionale di ripresa e resilienza che abbiamo per buona parte confezionato, al Recovery che abbiamo portato in Italia: sicuramente è una persona di valore, ma in questo momento è ancora prematuro fare valutazioni. E sicuramente rimane il dato che gli elettori che hanno votato per noi siano dei pacchi postali, da muovere in base all’indicazione del leader di turno”.

M5S SENZA RADICAMENTO TERRITORI, CI STO LAVORANDO

“Per quanto riguarda il voto di ieri, confermo quello che ho anticipato quando lo spoglio non era ancora completato: per il M5s è il momento della semina, abbiamo raggiunto dei risultati importanti -penso a Napoli e Bologna- ma nel complesso si rivela ancora una volta la criticità del movimento di avere un radicamento territoriale”, dice ancora Conte.

“Questo è un fatto storico- ribadisce Conte– il dialogo costante con i territori, la capacità di costruire un legame con i territori, è un qualcosa su cui dobbiamo lavorare. Lo avevamo già individuato e il nuovo statuto nasce anche da questa constatata carenza. Cercheremo di colmare questa lacuna, ribadendo che il nostro è un progetto solido e forte, ma di medio e lungo termine”.

Questa tornata elettorale, prosegue l’ex premier, ha confermato che “i progetti vincenti sono quelli che creano un campo largo, un progetto politico serio articolato e solido che coinvolga le forze progressiste. La Sardegna, dove si lavora in questa direzione, è in linea con una traiettoria politica nazionale. È finita nel M5s la stagione storica in cui si andava orgogliosamente da soli a tutti i costi, come avete visto c’è già stata questa svolta, e il nuovo corso è interpretato anche in questa direzione”.

Il M5s, prosegue, “ovviamente pone un’asticella alta, ma non disdegna più di costruire un percorso comune rispetto alla fase più antica della sua storia. Oggi siamo qui in Sardegna per rimarcare l’affidabilità di questo progetto”.

Il voto sardo potrà offrire un riscatto al M5s? “Il riscatto non si realizza in pochi giorni- spiega Conte– la ricostruzione richiede tempo, bisogna lavorare sui territori, creare forum tematici. Il mio, come ho sempre detto, non è un tour elettorale ma un itinerario per iniziare a gettare dei semi, che però vanno innaffiati, coltivati e costantemente curati”.

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