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Mamma T.: “Mio figlio portato via di peso. Da oggi non esisto più”

violenza minori
La denuncia della donna: "Una decina di persone tra forze dell'ordine e assistenti sociali ha prelevato mio figlio dal portabagagli. Lui ha resistito, era disperato"
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ROMA – “Lo hanno portato via di peso, dal portabagagli. Erano una decina di persone tra forze dell’ordine, assistenti sociali e mi hanno detto che in macchina c’era il padre. Non so in quale casa famiglia andrà, non so quando potrò rivederlo. Ha resistito, era disperato. Ho cresciuto mio figlio, l’ho seguito, accudito, vestito e oggi non sono più una buona madre. Da oggi non esisto più“. Sono le parole in un filo di voce che mamma T. riferisce alla Dire disperata, a poche ore dal prelevamento del suo bambino, avvenuto con la forza pubblica.

A stabilire quanto avvenuto è stata una sentenza del Tribunale ordinario di Busto Arsizio, confermata in Appello. La donna aveva denunciato in passato il padre del bambino, denunce tutte archiviate tranne una per lesioni vinta dalla madre del bimbo, la quale con i suoi legali ieri aveva dichiarato di essere pronta ad opporsi all’archiviazione di un’altra denuncia relativa a lesioni verso il bambino che, stando alle accuse di lei, sarebbe stato spintonato dal padre fino a cadere.


All’origine dell’ultimo decreto una Ctu che dall’osservazione riferiva di “come fosse praticamente impossibile staccare il minore dalla madre, la toccava, la ciucciava, è come se – riportava la Ctu – non ci fosse una differenziazione tra madre e figlio”. Il padre aveva riconosciuto il bambino solo anni dopo la sua nascita, il bambino lo temeva. “Mio figlio viene dato a chi voleva che abortissi”, ha concluso la donna.

Al telefono con la mamma, durante le fasi concitate del prelevamento del bambino, c’era la deputata Veronica Giannone (FI), da sempre impegnata al fianco di mamme e bambini. “Sentivo le grida disperate del bambino – ha dichiarato alla Dire la parlamentare – e ho chiesto di parlare con il sindaco”, che si è rifiutato di risponderle.

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