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Maltempo in Liguria: salgono a 10 le famiglie evacuate, 22 quelle isolate

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Danni alle vie di comunicazione, frane e allagamenti. Legambiente: "Colpa di un modello di sviluppo bulimico ed energivoro"
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GENOVA – Salgono a dieci le famiglie evacuate in Liguria a causa del maltempo: una a Savona, cinque a Pontinvrea, quattro a Rossiglione. I nuclei familiari isolati sono 22, di cui 17 a Savona in zona Santuario e nelle frazioni circostanti e cinque a Quiliano. Al momento, assicura la Regione in una nota di aggiornamento, non si registrano situazioni di pericolo o difficoltà.

Abbiamo monitorato costantemente l’evoluzione del maltempo e della situazione in Liguria per tutta la notte- spiegano il governatore Giovanni Toti e l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone– sulla nostra regione è caduta una quantità di pioggia davvero rilevante, come testimoniato dai dati che parlano di diversi record superati. Per fortuna, il fronte perturbato è passato più velocemente del previsto“. Gli esponenti della giunta rimarcano che “abbiamo registrato diversi danni alle vie di comunicazione, frane e allagamenti: per questo, fin dalla giornata di ieri, la nostra Protezione civile, attivata immediatamente, è al lavoro per intervenire sulle situazioni più critiche”.

Confermati i dati pluviometrici già anticipati ieri: tra le 14.30 e le 15.30 sono caduti 178,2 millimetri in un’ora a Urbe Vara superiore, 2,8 millimetri in meno del record nazionale sulla singola ora, registrato a Vicomorasso nell’alluvione del 4 novembre 2011. Sono stati superati diversi record regionali: 377,8 millimetri in tre ore a Urbe Vara Superiore, 496 millimetri in sei ore a Montenotte inferiore, 740,6 millimetri in 12 ore a Rossiglione (in quest’ultimo caso, è stato superato il record dell’alluvione del 1970, che fu registrato a Bolzaneto”.

I comuni più colpiti sono stati: Savona, dove si sono verificati diversi allagamenti causati dall’esondazione del torrente Letimbro, in particolare nella zona del Santuario; Pontinvrea, tecnicamente alluvionato e dove il torrente Erro è esondato in diversi punti, con pesanti disagi nel territorio; Cairo Montenotte, dove è esondato il fiume Bormida allagando alcune strade e case; Rossiglione, che è rimasta isolata per alcune ore a causa della chiusura dell’autostrada A26 e di un’interruzione della strada 456 del Turchino, dove un albero ha bloccato la carreggiata nel tratto da Campoligure verso Rossiglione.

Inoltre, si sono registrate diverse interruzioni della fornitura di energia elettrica, in particolare a Tiglieto, alcune non ancora ripristinate. E un centinaio di persone ha subito l’interruzione della fornitura di acqua a Sassello. Numerosi e diffusi anche i danni alla rete stradale minore.

LEGAMBIENTE: “BASTA CON LA RETORICA DELLA FRAGILITÀ DEL TERRITORIO”

Basta con la retorica della fragilità del territorio, la politica intervenga subito. È necessario un nuovo modello di sviluppo e un piano di manutenzione efficace“. Così il presidente di Legambiente Liguria, Santo Grammatico, dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la regione nelle ultime ore. Per l’ambientalista bisogna intervenire “a monte dei nostri torrenti e sulle frane, mettendo in sicurezza le infrastrutture esistenti e con azioni che consentano la mitigazione dei fenomeni e l’adattamento del territorio a eventi climatici che saranno sempre più intensi”. Per Grammatico, “la continuità di questi fenomeni ormai dovrebbe far riflettere sulla retorica della fragilità del territorio, utilizzata soprattutto dai politici che vi si rifugiano con un moto auto assolutorio, come se non fossero in realtà i protagonisti e responsabili di quanto sta accadendo: la classe politica decide ed è responsabile di quanto sta accadendo, ormai da decenni e in modo trasversale”.

La colpa, prosegue, è di “un modello di sviluppo bulimico, che più costruisce infrastrutture che consumano suolo, tagliano i versanti delle nostri valli, bucano monti, intercettano e modificano lo stato delle falde acquifere e dei piccoli rii, più ne propone. Un modello energivoro, ad alta produzione di anidride carbonica e che alimenta il cambiamento climatico, i cui effetti sono evidenti”. Per il presidente regionale di Legambiente, “su questi aspetti, purtroppo, il dibattito è assente. Grande enfasi, invece, continua a essere data ai progetti infrastrutturali più impattanti ambientalmente e che la narrazione mainstream continua a imporre come irrinunciabili e ineludibili. Di irrinunciabile e ineludibile c’è la necessità di spostare gli investimenti da quelle opere a quelle di difesa e manutenzione del territorio, come ripetiamo ormai da troppo tempo”.

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