Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Comunali: a Bologna Clancy davanti a Santori, ma il Pd domina l’aula

Emily Clancy foto da Facebook
L'ex consigliera ottiene la conferma con ben 3.541 consensi, superando il leader delle sardine che conta 2.586 voti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Miss preferenze è Emily Clancy, che rimane in Consiglio comunale con ben 3.541 consensi al suo nome. Battuto dunque il recordman in casa Pd, la sardina Mattia Santori, che racimola ‘solo’ 2.586 voti. Nel nuovo Consiglio comunale di Bologna, per Coalizione, siederanno anche la paladina dei ciclisti Simona Larghetti (ha ricevuto 1.015 preferenze) e Detion Begaj, in quota Làbas, 764 consensi personali ricevuti. Coalizione con tre consiglieri sarà la seconda forza di una coalizione dominata dal Pd, che ha conquistato nelle urne ben 16 seggi. Dietro Santori si piazzano l’ex presidente del San Donato Simone Borsari (1.425), l’uscente Michele Campaniello (1.059), Roberta Li Calzi (961), altra uscente, e l’ex presidente del Consiglio comunale Luisa Guidone (894).

Bene anche la capolista Rita Monticelli (869), la prof di Patrick Zaki, che precede l’ex presidente di Borgo-Reno Vincenzo Naldi (852), l’infermiera Roberta Toschi (811), Maurizio Geigher (646), la segretaria del circolo Pd Pratello Mery De Martino (611) e gli altri uscenti Roberto Fattori (594) e Claudio Mazzanti (593). New entry in Consiglio, sempre in casa Pd, Roberto Iovine (576), Cristina Ceretti (562), Giorgia De Giacomi (542) e Franco Cima (534).

È ipotizzabile che i primi esclusi possano però rientrare in gioco in caso di ‘promozioni’ in giunta. Tra i delusi invece il microbiologo Vittorio Sambri, che si è fermato a 223 preferenze. Nomi nuovi dalla lista Lepore, che elegge due consiglieri a Palazzo D’Accursio. Entrano in Consiglio Negash Idris Sefaf Siid, che ha ottenuto 327 preferenze, e Giacomo Tarsitano, 291. Due eletti anche dalla lista Anche Tu Conti, che sono Caterina Manca (424 preferenze) e l’ex presidente Acli Filippo Diaco (411). Fuori invece Alberto De Bernardi (301), l’uomo su cui puntava Italia viva.

Infine, conquistano un seggio a testa Verdi e Movimento 5 stelle. I primi saranno rappresentati da Davide Celli, 201 voti conquistati. Per i 5 stelle ci sarà ancora una vota Massimo Bugani, che ha ricevuto 361 voti personali. Non eletto invece nessun rappresentante della lista Volt-Socialisti, unica lista pro-Lepore a secco.

CLANCY: “SONO CERTA CHE CI SARÀ RICONOSCIUTO DI ESSERE LA SECONDA FORZA DELLA COALIZIONE”

Nella scelta degli assessori per la futura giunta di Matteo Lepore, “sono certa che ci sarà riconosciuto di essere la seconda forza della coalizione”. Parola di Emily Clancy che glissa su un suo possibile ruolo da vice di Lepore. “Io vicesindaco? Di questo non abbiamo ancora parlato, ci siamo fatti solo le congratulazioni reciprocamente ieri sera”, dice a proposito del nuovo sindaco di Bologna. Ma “siamo certi che Lepore darà attuazione al nostro programma”.

Di sicuro Coalizione civica saluta oggi la nascita di una “maggioranza spostata a sinistra”. Si è “dimostrato che quando si guarda a sinistra si vince al primo turno e si vince bene”, premette Clancy commentando il voto con i compagni di lista in una conferenza stampa tenuta oggi al centro sociale Giorgio Costa. “Ci eravamo dati l’obiettivo di essere la seconda forza della coalizione e ci siamo riusciti. In percentuale- ricorda Clancy- siamo leggermente cresciuti, mentre spesso le liste civiche si disgregano nell’arco di qualche anno”. La consigliera uscente e confermata, “contentissima” del responso delle urne, sottolinea anche la prestazione dei quartieri all’interno delle liste uniche di centrosinistra.

Siamo la lista che ha preso in assoluto più preferenze espresse e credo la lista di sinistra che è andata meglio in tutta Italia. Questa è l’affermazione di un radicalmente collettivo sul territorio. Lo si vede bene nei quartieri, dove abbiamo eletto 12 consiglieri su 12 candidati”.

Peraltro come sottolinea il neo-consigliere comunale Detion Begaj, al San Donato-San Vitale Marco Trotta di Coalizione ha persino superato la candidata designata alla presidenza, Adriana Locascio. Rivendicazioni? “Ne discuteremo, ma in genere i candidati presidente non sono messi in discussione, così come avvenne cinque anni fa con Lorenzo Cipriani”, precisa in proposito Clancy.

“Non contano le preferenze ma gli accordi che si erano presi. Ma sicuramente discuteremo del peso che deve avere la seconda forza della coalizione”. In ogni caso nei quartieri “stiamo creando una nuova classe amministrativa da portare in Consiglio”, sottolinea la co-presidente di Coalizione Marina D’Altri, seconda al Santo Stefano dietro solo a Rosa Amorevole. A salutare il risultato di Coalizione civica anche il capogruppo di Coraggiosa in Regione Igor Taruffi. “Stiamo mettendo radici sempre più salde e solide. Ora- dice Taruffi- le nostre idee dovranno trovare spazio concreto nell’amministrazione della città”.

CLANCY: “SPAVENTA CHE FDI SIA IL SECONDO PARTITO A BOLOGNA”

Fratelli d’Italia secondo partito a Bologna “spaventa”. Per Emily Clancy, leader di Coalizione civica e più votata alla tornata di domenica e lunedì per Palazzo D’Accursio, “c’è una destra sovranista, razzista e xenofoba molto forte anche nella nostra città. È un dato che non va sottovalutato”. Comunque, aggiunge commentando i dati delle comunali oggi in conferenza stampa, “bella la risposta di sinistra che è riuscita a dare ancora una volta Bologna”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»