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L’esperta: “Il latte è un alimento vivo, sostenere le mamme”

Intervista a Patrizia Romana Prosperi Porta, presidente de 'Il Melograno', associazione fondata nel 1983 che opera in tutt'Italia per il riconoscimento sociale della maternità
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ROMA – ‘L’allattamento è priorità del Pianeta e prevenzione primaria. Un’affermazione rivoluzionaria, per la prima volta emersa quest’anno al G20 Salute’. A ricordarlo Patrizia Romana Prosperi Porta, ginecologa, docente universitaria alla Facoltà di Medicina de La Sapienza di Roma, valutatrice e membro Task Force BFHCI per la promozione dell’allattamento materno e presidente fondatrice de Il Melograno. E proprio a Roma in via Bitinia, c’è la sede dell’associazione presente a livello nazionale, un ambiente accogliente dove ci sono operatrici che, offrendo consulenza e informazioni, sostengono mamme nell’esperienza dell’allattamento.

“Eravamo 5 amici al bar anziché 4 come dice la canzone”, racconta all’Agenzia Dire Prosperi Porta, “un incontro fortunato che nel 1983 ci ha permesso di fondare Il Melograno, tutt’ora in prima linea per nuova cultura della maternità, nascita e prima infanzia. Ci sono molti Melograni in diverse città italiane con scuole di formazione. All’epoca eravamo un gruppo di donne, diventate mamme da poco o professioniste che lavoravano nel campo dell’ostetricia; l’obiettivo comune era il desiderio di cambiare l’accoglienza di un bambino alla nascita. Obiettivo quello di far vivere alle donne il parto da protagoniste, con consapevolezza e con piena fiducia nelle capacità del corpo di farlo fisiologicamente, trovando negli operatori il rispetto delle proprie scelte, dei tempi e desideri”.

Queste convinzioni hanno guidato le fondatrici nel conquistare un bagaglio di conoscenze nel parto attivo: alcune di loro sono state allieve di Lorenzo Braibanti, di Fredrich Leboyer, di Michel Odent e sono andate a conoscere direttamente esperienze innovative italiane ed europee, raccogliendo un’estesa documentazione scientifica. “Tutto ciò ci ha permesso man mano di consolidare una metodologia di approccio personalizzato alla nascita– spiega la presidente- e un atteggiamento professionale improntato al rispetto dell’individualità e diversità di ogni donna, considerando cultura ed esigenze. Nel fondare Il Melograno, in collegamento con il Centro che già esisteva a Verona, sono stati ideati servizi che offrissero alle donne e alle coppie la possibilità di vivere in modo personale tutto il percorso della maternità, dalla gravidanza, al parto e al puerperio, sentendosi sostenute e rinforzate nelle proprie capacità. In questi anni, il nostro impegno è stato soprattutto quello di garantire i diritti delle madri e dei loro bambini: a partire dal rispetto delle scelte personali, nel rispetto della vicinanza e conoscenza tra madre e figlio dopo-parto. Il ‘fil rouge’ di queste azioni, il riconoscimento sociale della maternità”.

Difatti precisa ancora la ginecologa Prosperi Porta “mettere al mondo un figlio oggi, rappresenta un atto coraggioso, una sfida sempre più ardua, anche a causa della precarietà lavorativa. Tutto si vive in grande solitudine. La maternità viene considerata un peso sociale, invece il bambino che nasce è bambino di tutti. In Italia non esiste welfare a sostegno”. Pertanto spiega ancora la presidente de Il Melograno, “il nostro lavoro è stato il riconoscimento della nascita come ‘bene comune’, evento importante per tutta la collettività e che non deve essere vissuto nell’isolamento. L’avvio dell’allattamento è una fase molto delicata per una donna difatti si dice ‘latte e lacrime’. Nel nostro centro ci sono ostetriche, disponibili anche telefonicamente in maniera gratuita. Tutte le donne possono vivere delle forti ambivalenze determinate dalla grande fatica. Nelle nostre città è molto difficile creare momenti di socialità per le mamme. La maternità stereotipata non è sempre così, noi donne lo sappiamo. Ci sono momenti molto felici e altri di non lucidità, determinati da fatica e stanchezza. Il Melograno è un luogo fisico dove approdare per avere anche solo compagnia e incontrare altre mamme. Un proverbio africano dice, ‘per crescere un bambino ci vuole un villaggio’ e oggi non è così. Le informazioni sono importanti nella fase preparatoria al parto e nessuna donna deve essere colpevolizzata se il processo subisce intoppi o ci sono ostacoli”.

L’impegno della presidente de Il Melograno sul fronte dell’allattamento nel 2000, le permette quindi di entrare nel team dei valutatori/tutor Unicef e della Task Force per il riconoscimento di ‘Ospedale/comunità amica dei bambini per l’allattamento materno. “Un progetto- precisa Prosperi Porta- che sostiene e protegge l’allattamento nelle strutture ospedaliere e territoriali nazionali. La promozione è considerata da tempo una priorità di salute pubblica, espressamente indicata dall’Unicef come un diritto nell’articolo 24 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e oggi per la prima volta considerata priorità del pianeta al G20 Salute. Questa collaborazione con l’Unicef mi ha inoltre permesso di conoscere meglio la situazione delle maternità italiane con le loro inadeguatezze ma anche con le loro eccellenze”.

Negli anni ’50 era opinione condivisa che i bambini andassero nutriti con le ‘miracolose’ formule artificiali, seguendo punto per punto le indicazioni del pediatra. Ma sette donne non la pensavano così. Come disse Edwina Froehlich, una delle Fondatrici de La Leche League: ‘Nutrire il proprio figlio con il latte del proprio corpo era un dono che solo una donna poteva fare al proprio bambino. Volevo davvero che le donne lo capissero e fossero orgogliose di essere donne’. Ma c’è stato un momento in cui sembrava che ‘allattare’ non ‘andasse più di moda’ o che rovinasse troppo il seno. “Una consapevolezza di quanto il ‘marketing scorretto’ stava incentivando pratiche sbagliate nelle famiglie- spiega la presidente dell’associazione Il Melograno- il latte materno è un alimento vivo ed è quello più nutriente. In questa settimana il tema è la tutela dell’allattamento e il rispetto del codice. Oltre alla protezione ecologica per il pianeta che abbraccia vari campi, oggi grazie a molta letteratura scientifica abbiamo la dimostrazione di quanto ad esempio l’allattamento possa andare positivamente ad impattare sul nostro patrimonio genetico. Nulla di nuovo quindi, ci vogliono informazione e relazione. Noi dobbiamo costruire reti con vari attori che devono poter parlare questo linguaggio. Prima allattare ‘non andava di moda’ perché le mamme non conoscevamo”.

lL MELOGRANO A SOSTEGNO DELLA BANCA DEL LATTE

Il Melograno ha inoltre sostento la Banca del latte, “lo abbiamo fatto con l’ospedale San Giovanni e diversi corsi di sostegno alle maternità fragili– conferma la prof.ssa Prosperi Porta- va benissimo donare il latte per i prematuri è fondamentale per la loro sopravvivenza, ma è un avvio nell’idea che quella madre vada poi sostenuta e aiutata ad allattare completamente lei quel bambino. Il nostro impegno è verso una visione più ampia”.

VIOLENZA E TUMORI IN GRAVIDANZA, I PROGETTI DEL MELOGRANO

Un’altra delle problematiche che l’attualità ci racconta è determinata dalla ‘violenza durante la gravidanza‘. In Italia non sono molti gli studi intorno a questo tema. L’Istat nell’ultima indagine ha rilevato un 11,8% di donne che ha subìto violenze dal partner anche quando era in gravidanza (10,2% nel 2006) e tra queste la situazione più comune è che l’intensità del fenomeno, durante la gravidanza, è rimasta costante (57,7%), per il 23,7% è diminuita, per l’11,3% è aumentata e per il 5,9% è iniziata, dati dell’Organization World report on violence and health. E’ un dato probabilmente sottostimato per diversi motivi tra cui la maggiore riluttanza delle donne a denunciare la violenza subita dal partner nel periodo dell’attesa di un figlio. Il Melograno si muove anche su questo fronte. ‘Il nostro progetto- conclude la ginecologa Prosperi Porta- la cui responsabile è la dottoressa Raffaella Scalisi- mira a mettere in campo diverse azioni per accrescere l’attenzione sulla problematica; azioni finalizzate ad elaborare, sperimentare e diffondere specifiche metodologie in grado di rilevare e contrastare nei suoi vari aspetti la violenza, superando gli ostacoli che la rendono attualmente un fenomeno sommerso e di difficile gestione’. Infine c’è ERASMUS, ‘altra azione sullo scambio e sensibilizzazione di buone pratiche per donne che sviluppano tumori in gravidanza. Un progetto articolato e partito da una complessa e attenta analisi dei bisogni delle donne e un’ approfondita ricerca scientifica’.

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