Falsa partenza per il ‘Bonus Sicilia’, sito in tilt e rinvio all’8 ottobre

La Regione Siciliana ha messo a disposizione 125 milioni di euro con un contributo a fondo perduto destinato alle microimprese chiuse durante il periodo di lockdown
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PALERMO – Falsa partenza per il ‘Bonus Sicilia’, l’iniziativa prevista dalla Regione che ha messo a disposizione 125 milioni di euro per sostenere il sistema produttivo dell’Isola con un contributo a fondo perduto destinato alle microimprese chiuse durante il periodo di lockdown.
Il ‘click day’ per le richieste online avrebbe dovuto prendere il via questa mattina, a partire dalle 9, ma la piattaforma informatica è andata in tilt “a causa – si legge sulla schermata del sito – di una problematica tecnica imputabile a Tim Spa”.
Tutto rinviato, quindi, alle 9 di giovedì 8 ottobre.

MUSUMECI: “FORSE RESCISSIONE CONTRATTO TIM”

“Ho dato mandato all’Ufficio legale della Regione di verificare se esistono le condizioni per procedere con la rescissione del contratto nei confronti della Tim Spa e con la richiesta di risarcimento danni”. Lo dice il governatore siciliano Nello Musumeci commentando il rinvio del ‘click day’ del Bonus Sicilia per la concessione di contributi a fondo perduto alle microimprese dell’Isola. Previsto per stamane, alle 9, l’avvio delle operazioni è stato spostato a giovedì mattina a seguito della richiesta della Tim che ha riscontrato “un’anomalia della piattaforma”, chiedendo, quindi, “la sospensione della procedura con riattivazione a 72 ore”. “Si tratta – continua il presidente della Regione – di un danno di immagine della stessa azienda e nei confronti dell’amministrazione regionale, ma soprattutto per le decine di migliaia di imprese che, costrette a fermarsi in piena pandemia, dovranno attendere ancora per ottenere le risorse stanziate dal mio governo. Ho già chiesto una relazione dettagliata sull’accaduto ai dirigenti generali regionali dell’Arit e delle Attività produttive, anche per accertare eventuali responsabilità interne. Chi ha sbagliato è giusto che paghi. Nel frattempo, spero che la Tim Spa voglia scusarsi con il suo cliente Regione anche se si è già assunta la responsabilità dell’anomalia riscontrata, in nottata, sulla piattaforma”. 

UIL SICILIA: “CLICK DAY CATASTROFICO, ADEGUARE INFRASTRUTTURE”

“Errare è umano ma perseverare è diabolico. La Regione Siciliana si ostina con questi catastrofici click days. Finanziare senza nessun criterio di merito, solo sulla base della velocità, è sbagliato oltre che una pia illusione. Lo diciamo da troppo tempo, devono essere adeguate sul serio le infrastrutture e le procedure informatiche reperendo e valorizzando le professionalità necessarie”. Lo afferma Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “Va modificato il profilo istituzionale con l’internalizzazione del servizio e serve una riorganizzazione delle competenze tra i vari assessorati. Dato che i soldi ci sono bisogna spenderli ma per raggiungere degli obiettivi precisi – prosegue Barone -. Nel rigoroso rispetto della legalità, il governo regionale deve assumersi la responsabilità di valutare e scegliere i progetti che diano lavoro e che rafforzino il nostro fragile tessuto economico senza abdicare per ipotetici automatismi che di automatico fanno solo pasticci. Nel frattempo – conclude il leader della Uil Sicilia – migliaia di posti traballano e si perde l’occasione di creare buona occupazione salvo poi condannare l’assistenzialismo”. 

SICINDUSTRIA: “CLICK DAY FLOP ANNUNCIATO”

“Il giorno del click day è arrivato e, come purtroppo temevamo, è stato subito un flop”. Lo dice in una nota Sicindustria che “da settimane – si legge – manifesta tutte le perplessità circa il metodo e i requisiti di accesso di uno strumento che ha già manifestato tutta la propria inadeguatezza”. Oggi, secondo gli industriali siciliani, “la conferma di un flop annunciato” e il rinvio alle 9 di giovedì 8 ottobre. “In Sicilia – denuncia il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese – il sistema del click day è diventato per gli imprenditori un vero e proprio calvario. Anzi peggio. Sicindustria continua pertanto a ribadire la necessità di una maggiore efficienza ed efficacia nei processi di assegnazione delle risorse pubbliche e una valutazione dei progetti da finanziare non sulla base di un sistema troppo spesso malfunzionante e basato solo sulla rapidità di un click, ma su criteri di ammissibilità e selezione oggettivi per progetti produttivi capaci di generare ricchezza”.

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5 Ottobre 2020
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