Terremoto, oltre 4 miliardi di danni. Errani: “Risarciremo tutti”

Tutte le imprese, anche quelle in sub-appalto, dovranno essere iscritte alla white-list
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ROMA – “E’ in corso la procedura per la definizione dei danni. Entro il 16 novembre presenteremo il dossier in Europa per attivare il fondo dell’Unione europea per le emergenze. In linea di massima, dai dati a disposizione, parliamo di circa 4 miliardi e oltre di danni intesi nel complesso di beni culturali, edifici pubblici, aziende ed edilizia privata”. Lo dice il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso, Vasco Errani, durante l’audizione in commissione Ambiente alla Camera sulle politiche di prevenzione antisismica e sui modelli di ricostruzione a seguito di eventi sismici.

“Tutti i danni- aggiunge Errani- saranno interamente risarciti, anche al di fuori delle aree territoriali che saranno individuate con un provvedimento ad hoc del governo d’intesa con il commissario e le Regioni. Le valutazioni del danni saranno soggette alle verifiche con schede Aedes. Risarciremo tutto ma risarciremo con una puntuale verifica del danno effettivamente correlato al terremoto del 24 agosto”. Errani precisa che “saranno pienamente risarciti i danni anche per le imprese”.

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MILLE CHIESE DANNEGGIATE DAL SISMA

Ci sono “danni diretti in moltissime chiese, danni su circa mille chiese in tutta l’area territoriale colpita dal terremoto”.

WHITE LIST PER LE IMPRESE DELLA RICOSTRUZIONE

“Tutte le imprese, anche quelle di sub appalto, che lavoreranno anche con un solo euro di risorsa pubblica dovranno essere iscritte alle white list”, spiega Errani.

ERRANI: SU RICOSTRUZIONE BORGHI CONSULTEREMO CITTADINI

“Sui centri storici e borghi dovremo fare una programmazione urbanistica che prevederà la consultazione dei cittadini”, spiega Errani. “Tutta la ricostruzione- aggiunge Errani- deve tener conto della particolarità del territorio in cui il terremoto è avvenuto”. Il commissario straordinario sottolinea che “ricostruire senza porsi il problema dello spopolamento di quel territorio, che era già in atto in modo significativo prima del terremoto del 24 agosto, comporterebbe un rischio che non ci possiamo permettere: cioè ricostruire senza le persone”.

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