martedì 18 Agosto 2026

Sinner lo conosce bene, noi no: ecco chi è Draper, l’inglese un po’ asceta tutto delivery e serie tv

Vizi (pochissimi) e virtù del prossimo avversario di Sinner agli Us Open: "Il tennis è sacrificio, devi stare solo"

ROMA – Quanto sono lontani i tennisti “goderecci”: un vincente in campo e le lunghe notti tra cene, musica, locali, alcol e donne. I racconti di Noah su McEnroe e Nastase, su Tito Vázquez ma anche Jim Courier, Ronald Agenor, Carlitos Kirmayr, Casio Motta, Guillermo Vilas, Vitas Gerulaitis: preistoria dello sport. Oggi Jack Draper, anni 22, ordina la cena con Deliveroo, e resta in camera da solo a guardare Gangs of London sul suo portatile. Gli toccherà immolarsi in semifinale agli Us Open sul cammino verso il secondo Slam di Jannik Sinner. Sono amici, i due. Hanno giocato in doppio al torneo di Montreal un mese fa. Si conoscono bene. Noi, magari, Draper lo conosciamo un po’ meno.

Il tennista del Surrey finora non ha perso un solo set, a New York. Gioca a fare l’asceta, dopo qualche anno di troppi infortuni e qualche distrazione. In Gran Bretagna è l’erede designato di Andy Murray. Una scia soffocante. E allora lui conferma le sue routine quasi monastiche, fatte di cibo da asporto e serate a letto presto.

“Al mio primo anno in tour, ovviamente visiti tutte queste città meravigliose… Ero decisamente un po’ più eccitato. Passeggiavo a Central Park. Prendevo un caffè, volevo vedere tutto. Mentre ora è più importante per me tornare in stanza, farmi una una tazza di tè e guardando una serie”.

Prima no, per l’appunto. Avrebbe voluto fare il detective ma ha quasi lasciato l’agonismo per fare il modello: ha un contratto con la IMG per posare quando non gioca.

Quarant’anni fa McEnroe e Gerulaitis vincevano al mattino e poi correvano a festeggiare allo Studio 54. Era un’epoca di racchette di legno, campi in erba e partite da 90 minuti. I campioni di oggi devono spesso picchiare la palla anche per cinque ore, sul pavimento gommoso di Flushing Meadows.

“Sono sempre stato uno a cui piaceva divertirsi – ammette Draper – che amava trascorrere il tempo a casa e forse non aveva una mentalità lavorativa. Mentre la vita di un tennista è molto diversa. Ho dovuto essere un po’ più solo, assicurarmi di fare tutte le cose giuste per i miei riscaldamenti, i miei defaticamenti, mantenere il mio corpo fresco, i miei bagni di ghiaccio, le mie sessioni in palestra. Dall’anno scorso sono cambiato. A volte è un’esistenza un po’ solitaria, essere un tennista di alto livello. Devi solo fare molti sacrifici“.

Il tour è zeppo di cyborg del tennis, cresciuti nelle accademie con il mondo confinato all’esterno, e il loro panorama chiuso dall’alba al tramonto tra campo e players lounge. Draper invece ha fatto in tempo a conoscere i vari strati del mondo-tennis. Il padre Roger era amministratore delegato della Lawn Tennis Association, la madre Nicky una grande promessa junior della Gran Bretagna. Ha mangiato tennis senza andar via dalla casa di Oxshott. Ha frequentato una normale, seppur “sportiva”, scuola privata nella vicina Cobham.

Il Telegraph scrive che Draper “è un giovane ben educato, affabile, che si rapporta con tutti con il sorriso, siano essi incordatori, driver, media. Puoi parlare con lui di libri e film, anche se non riesce a capire cosa veda il suo allenatore di lunga data James Trotman nell’arte astratta. La maggior parte dei suoi pari lo vede come un futuro top ten, come minimo, ma sembra improbabile che diventi presuntuoso. Non è il tipo che vede un’alta classifica mondiale come l’alfa e l’omega della vita“.

Ma ha preso coscienza che la combo stazza-agilità, unita ad un servizio da sinistra letale ne fanno un avversario non convenzionale. Sinner lo conosce molto bene, per sua fortuna.

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