VIDEO | Mimmo Lucano torna a Riace: “Affronterò il processo da uomo libero”

Intervista in esclusiva per l'agenzia Dire condotta da Cosmano Lombardo, CEO di Search On e Ideatore del Web Marketing Festival
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RIACE – “Ci sono stati due rientri. Salvini a casa, Lucano a casa“. Scherza così Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, nel giorno del rientro al suo paese dopo la revoca del divieto di dimora da parte del Tribunale di Locri.

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In una lunga intervista ai microfoni del WMF condotta da Cosmano Lombardo, CEO di Search On e Ideatore del Web Marketing Festival, Lucano ripercorre le tappe della sua vicenda politica e umana sottolineando come alla fine di tutto “quello che mi rimane di più di questa esperienze è l’aver conosciuto tantissime persone ma soprattutto la consapevolezza che c’è un mondo che fa sperare, che non esiste solo una deriva di disumanità ed egoismo”. Le tante attestazioni di solidarietà ricevute in Italia e nel mondo sono per Lucano il segno di una “umanità che non si rassegna a questa perdita della dimensione umana“.

Dinanzi alla telecamera l’ex primo cittadino ricorda l’affetto ricevuto in “Calabria ma un po’ ovunque con manifestazioni contro quelle idee di cattiverie, di odio razziale e di discriminazioni verso le persone più deboli”. Lucano ricorda anche la sua personale vicenda giudiziaria legata ai rifiuti, dove “hanno trovato la possibilità”, sottolinea con rammarico.

Il “gup mi dice che con le cooperative ho agito per creare nuclei di potere ed invece è esattamente l’opposto. In una terra dominata dalle mafie, dal controllo dei sistemi dei rifiuti io cosa ho fatto? Ho dato l’affidamento alle cooperative sociali del luogo dove c’erano anche degli extra comunitari. Avevamo l’idea di costruire dai rifiuti una risorsa e lo abbiamo messo in atto. E alla fine mi hanno arrestato per questo. Ma io sono contento di averlo fatto“.

Oggi Lucano è fiero di poter affrontare il processo che lo attende da “uomo libero“. “Non ho fatto queste cose – ricorda – perché sono contro Salvini, ma proprio no. Ci mettiamo su un piano differente. Là c’è un messaggio che non è accettabile dove la politica segna un confine che più non è possibile. Il decreto sicurezza bis che dice che se aiuti una persona in difficoltà commetti un reato allora non è possibile perché perdiamo la dimensione umana. Se puoi essere utile realizzi la tua dimensione. Se non ci fossero state le Ong e le associazioni umanitarie quante persone sarebbero morte?” Si domanda. Oggi, conclude Lucano, “non ho rancori e vendette da compiere. Accetterò con orgoglio l’esito del processo”.

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