I fondi per la ricerca? Tasse su merendine e voli aerei: ecco la proposta del ministro Fioramonti

Il ministro dell'Istruzione è stato ospite di 'Speciale Gr1, diario della crisi' su Rai Radio1
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Già come viceministro avevo proposto delle tasse di scopo su bevande zuccherine, merendine e voli aerei per trovare i fondi per la ricerca. La strategia che voglio proporre è quella di inserire tassazioni che inducano i consumi a diventare più responsabili e al tempo stesso racimolare risorse che possano essere investite su formazione e ricerca, con un doppio effetto positivo. E’ una proposta che non ho fatto oggi ma da viceministro, e ora la rinnovo. Potrebbe non essere sufficiente, ma è un primo passo“. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ospite di ‘Speciale Gr1, diario della crisi’ su Rai Radio1.

Come ha spiegato Fioramonti, “ho pronte proposte per recuperare 1,7 miliardi di euro attraverso delle piccole tasse di scopo, ad esempio mettere una tassa di 2 euro su un biglietto da 700 per New York: in questo modo potremmo ottenere 400 milioni di euro. No alla coperta corta, ma generare nuovi introiti”. A inizio anno, ha poi ricordato il titolare del Miur, “da viceministro ho detto che se per la ricerca non si fosse trovato 1 miliardo in più mi sarei dimesso. Ora da ministro non posso più fare un passo indietro, ma è ovvio che a maggior ragione mi impegno affinché quello sia un risultato”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»