Bologna, il sindaco Merola: “Sede a Labas se diventa associazione”. E a Cgil-Arci: “Trovino soldi”

Oggi il sindaco ha ribadito l'intenzione di cercare una sede per Labas, ma li ha invitati a trasformarsi in associazione
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BOLOGNA – Virginio Merola conferma il proprio impegno per dare a Labas una nuova sede (“La stiamo cercando”) in attesa del trasferimento alla ex Staveco. Ma il primo cittadino chiede anche agli attivisti di dare vita ad una associazione. “Non esiste al mondo una bacchetta magica per cui si trova una sede in cinque giorni. La stiamo cercando- ha detto stamane Merola- intanto loro si trasformino in associazione, si facciano sostenere con qualcosa di più concreto oltre alle firme. Poi ci incontreremo e vedrete che una soluzione ci sarà”. Il primo cittadino manda un segnale chiaro e forte a tutti coloro che si stanno mobilitando per sostenere il centro sociale dopo lo sgombero dell’8 agosto scorso: quel mondo sarà in piazza sabato per reclamare un nuovo spazio.

Il dramma di Labas non c’è– sottolinea Merola- la sede sarà assegnata se fanno una associazione e si entra nel merito di come si gestisce. Se si fa col Comune si fa meglio, perchè si fanno le cose in regola. Tutta questa contrapposizione io non la vedo. Se dovranno partecipare ad un bando? Io chiedo che si trasformino in una associazione, dopo di ché discuteremo con loro i termini”.

DAL SINDACO APPELLO A CGIL E ARCI: SOLDI E SPAZI PER LABAS

Il sindaco Virginio Merola deve essersi un po’ stufato della campagna pro-Labas che va avanti nel mondo della sinistra dal giorno dello sgombero dell’ex caserma Masini. Oltre alle firme, a suo avviso, quel mondo potrebbe adoperarsi più attivamente per trovare una soluzione concreta e a norma di legge. “Faccio un appello: a tutti gli intellettuali, le Arci e le Cgil. Date loro un responsabile legale, aiutateli a trasformarsi in associazione e cominciate a discutere con me di come si pagano le utenze e un po’ di affitto”, manda a dire oggi il primo cittadino. L’invito ad iniziative concrete è rivolto a Cgil e Arci e a “tutti quelli che sono così vicini oggi dopo che è stato sgomberato Labas”, come osserva ironicamente il sindaco di Bologna.

Si può anche cominciare ad organizzare un sostegno economico oltre alle firme. Si possono anche dare sedi, tra le tante che hanno, oltre a testimoniare con appelli”. Una provocazione, certo, ma fino ad un certo punto. Esempio: “Quando sarà assegnata una sede a Labas bisognerà anche fare in modo che l’associazione sopravviva e abbia i mezzi per pagare quella sede come fanno tutti gli altri”. Quella vicenda, sottolinea inoltre Merola, “non trasformiamola in una tragedia sociale perchè non lo è. Sono ragazzi che vanno sostenuti a partire dalle regole. Finalmente non parleremo più di un immobile non a norma, di una pizzeria senza scontrini e senza regole sanitarie”.

di Mirko Billi, giornalista professionista

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