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Leoni (Fnomceo): “Attenzione ad alcol, in ogni forma non fa bene”

Oggi la giornata mondiale della birra, che nell'ultimo anno è stata consumata in Italia almeno una volta dal 64,4% della popolazione

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ROMA – “Anche se consumato in quantità moderata l’alcol non fa bene alla salute, visto che è una sostanza tossica e psicoattiva. Dato che comunque è uno dei piaceri della vita, degustiamolo e godiamocelo di più, intervallando assunzioni moderate a una o due giornate in cui si beve solo acqua naturale e in quantità abbondante, se possibile non addizionata di anidride carbonica. Non beviamo tutti i giorni la birra o il vino, perchè il loro consumo sistematico dà un’abitudine e, alla fine, questi alcolici vengono tollerati maggiormente e si aumenta il consumo. Bisogna invece farne un uso intelligente e, soprattutto, saltuario“. Lo afferma alla Dire il vicepresidente Fnomceo e presidente Omceo Venezia, Giovanni Leoni, in occasione della giornata mondiale della birra che si celebra oggi.
Siamo in estate e tutti conosciamo l’effetto piacevole di degustare una birra fredda sotto l’ombrellone, in montagna ma anche in casa. D’altronde, come affermava William Shakespeare, “una pinta di birra è un pasto da re”.

ECCO CHI NON DOVREBBE ASSUMERE ALCOL

“Quando una persona ha bevuto una birra o 100 cc di vino al giorno- spiega Leoni- questa può davvero dirsi soddisfatta. Voglio però sottolineare che il consumo di alcol è sconsigliato ai giovani al di sotto dei 21 anni, alle donne in stato di gravidanza, a quanti si mettono alla guida o a chi fa un turno di lavoro, magari di pubblica utilità, per il quale è richiesta una particolare attenzione, come i medici. Non deve poi bere birra chi assume farmaci che interagiscono con l’alcol e chi è uscito da una dipendenza da alcol“.
Per quanti non vogliono proprio rinunciare al piacere di una ‘bionda’, di una ‘rossa’ o di una ‘scura’ la soluzione è comunque a portata di…cavatappi!

BIRRA ALCOLICA O ANALCOLICA?

“Ricordiamo che esiste la birra analcolica, ottenuta attraverso la rimozione delle parti alcoliche e che contiene tutte quelle teoricamente benefiche per la nostra salute. Secondo alcuni studi la frazione analcolica della birra assunta in piccolissima quantità ha effetti antinfiammatori e antiossidanti e potrebbe indurre l’aumento del colesterolo Hdl. Per avere maggiori certezze sugli effetti benefici dell’assunzione di questa tipologia di birra sono comunque necessarie ulteriori conferme”.

ATTENZIONE ALLE PANCE GONFIE!

Alcolica o analcolica che si preferisca, i due tipi di birra hanno in comune una cosa: entrambe gonfiano terribilmente. E così, soprattutto in questo periodo, capita di osservare sulle spiagge italiane pance di diverse misure. Non proprio uno spettacolo edificante, che riguarda, senza alcuna distinzione, donne e uomini. “Nel momento in cui si assume birra ci si gonfia anche per effetto dei componenti di gas che vengono poi liberati e che sono contenuti nella birra stessa e che danno poi gli effetti a livello del contatto di una cavità intestinale in cui comunque devono in qualche maniera riassorbiti”.

QUANTA BIRRA BERE?

E tra i due sessi non ci sono differenze nemmeno per quanto riguarda la quantità di birra che può essere assunta. “Tutto è relativo al peso, all’altezza, alle dimensioni morfologiche della persona e al tipo di attività del singolo individuo. Tra l’altro voglio sottolineare che in una dieta da 2.000 calorie, con una birra da 33 cl con gradazione media da 4 a 6 gradi di alcol abbiamo già apportato il 7% del fabbisogno giornaliero calorico. Quindi il consumo sistematico di birra porta problemi di sovrappeso e obesità“.
Vi è forse passata la voglia di stappare una doppio malto? Nonostante questo il vicepresidente Fnomceo ricorda che “questa bevanda, come il vino e i superalcolici, ha comunque un punto di alcol. È vero che ci sono studi che hanno enfatizzato una relazione positiva tra consumo di vino e birra in piccole quantità e protezione cardiovascolare. L’etanolo a basse dosi potrebbe dare un effetto positivo sul colesterolo, oltre ad una diminuzione dei lipidi nei vasi sanguigni. Inoltre, alcuni studi danno un effetto positivo sulle diminuzione della reazione piastrinica e sui livelli di fibrinogeno, oltre ad un aumento alla sensibilità all’insulina. Stiamo però parlando di dati parziali e in realtà il consumo di alcol, in ogni sua forma, dà per certo problematiche importanti per quanto riguarda l’aumento delle malattie a livello epatico e gastroenterologico con incidenza a livello di tumori della sfera intestinale e, naturalmente, anche a livello di problematiche circolatorie e neurologiche“.

GLI ITALIANI E IL CONSUMO DI BIRRA

Le ultime indagini Istat evidenziano come il 64,4% degli italiani abbia bevuto birra almeno una volta nell’ultimo anno, mentre i consumatori più assidui rientrano nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni: il 77% beve birra abitualmente e il 13,7% lo fa tutti i giorni.
AssoBirra rende intanto noto che la produzione di birra nel 2021 ha raggiunto quota 17,6 milioni di ettolitri superando, anche grazie alle esportazioni, i livelli raggiunti nel 2019 (17,3 milioni di ettolitri) e quelli del 2020 (15,8 milioni di ettolitri).

NON SOLO BIRRA: ANCHE IN ESTATE ATTENZIONE A VINO E SUPERALCOLICI

Nel giorno in cui la birra viene festeggiata in tutto il mondo, in questo periodo di vacanze estive continuano ad essere consumati anche vino e superalcolici. “Al netto di quelle che sono le caratteristiche organolettiche bisogna fare attenzione alla gradazione alcolica, che dagli 0.5 gradi di una birra leggerissima può arrivare fino ai 40 ed oltre dei superalcolici“.
Anche in questo caso è difficile stabilire la quantità corretta da bere. “Se proprio non se ne vuole fare a meno, il consiglio che mi sento di dare è quello di assumere l’alcol a piccole dosi, consapevoli che comunque è una sostanza dannosa per l’organismo e lasciarsi ampi spazi liberi, intere giornate tra un’assunzione e l’altra, in maniera da poter apprezzare di più questa bevanda, sapendo che comunque è bene evitare o limitare al minimo il consumo di alcol perché questa sostanza aumenta il rischio complessivo di morte per varie cause“, conclude.

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2022-08-05T18:03:46+02:00