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“Mancano acquisti d’impulso”: in Emilia-Romagna i saldi estivi non decollano

Secondo un'indagine di Confcommercio Emilia-Romagna, dopo il primo mese di saldi estivi le vendite sono stabili

saldi estivi
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BOLOGNA – Iniziati da un mese, i saldi estivi in Emilia-Romagna ancora non decollano. Se per il 18% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la maggior parte dei commercianti (il 52%) rileva una sostanziale stabilità. Il valore della spesa media pro-capite si attesta a 88 euro. Complice il quadro di incertezza internazionale e la crisi politica italiana. Di conseguenza, gli acquisti anche coi saldi sono diventati più “mirati” e meno fatti “d’impulso”. A registrarlo è l’indagine congiunturale condotta da Confcommercio Emilia-Romagna insieme al centro studi Iscom Group.

RISULTATI PRE-COVID ANCORA LONTANI

“Il buon flusso turistico, anche internazionale, ha parzialmente compensato, specialmente nelle città d’arte e nelle località della costa, le conseguenze negative di una inflazione quasi a due cifre e di un diffuso clima di incertezza- analizza l’associazione di categoria- rimangono comunque ancora lontani i risultati del periodo ante-Covid. Diventano ormai improrogabili interventi strutturali per abbattere il cuneo fiscale e per ridare nuovo slancio alle imprese”. Ma non solo.

POSTICIPARE DI UN MESE L’AVVIO DEI SALDI

Secondo gli stessi commercianti, è “necessario posticipare la data di inizio dei saldi estivi di almeno un mese” (lo sostiene il 75% degli intervistati). Dopo il primo mese di saldi, dunque, “gli operatori tracciano un quadro generale di sostanziale stabilità- commenta Marco Cremonini, presidente regionale di Federazione Moda- con un soddisfacente movimento nei negozi, anche se molte volte la visita non si traduce in acquisto”. Gli operatori segnalano nel complesso “un andamento abbastanza omogeneo delle vendite”, differenziato secondo le zone: più alto nei fine settimana nelle località balneari e turistiche, più distribuito nei giorni feriali nelle altre località.

ACQUISTI RAZIONALI E NON DI GETTO

Sul comportamento dei clienti pesano sia il “clima di incertezza che caratterizza questi mesi” sia la “recente crisi politica nazionale”, segnala Confcommercio Emilia-Romagna. Di conseguenza, rispetto al passato c’è una maggiore e “marcata razionalità” degli acquisti, con scelte “programmate e ponderate”. Il 38% degli operatori segnala infatti che la clientela compra solo lo stretto necessario e il 24% ha riscontrato grande attenzione al prezzo. “Viene quindi a mancare l’acquisto d’impulso tipico dei saldi”, sottolinea l’associazione di categoria. Favorita ad oggi la vendita di capi estivi come t-shirt, costumi, bermuda e sandali, ma si segnala anche la vendita di capi da cerimonia.

“I PREZZI NON SONO AUMENTATI”

Secondo Cremonini, i saldi estivi quest’anno “rappresentano una vera opportunità”, perchè il settore finora “ha resistito all’incremento dei prezzi” nonostante la crescita dei costi per affitti, energia, carburanti, prodotti e servizi. In questo modo i clienti possono “acquistare a prezzi veramente convenienti- afferma Cremonini- l’acquisto nei negozi di prossimità rappresenta il concreto sostegno ai nostri centri urbani in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale”.

SOSTEGNO ALLE IMPRESE

Infine, quasi il 60% degli intervistati dichiarato di conoscere le opportunità offerte dal bando regionale per il sostegno alla transizione digitale delle imprese, e il 20% desidera avere ulteriori informazioni. “Le nostre imprese dovranno dedicare la massima attenzione ai processi di transizione digitale e alla sostenibilità ambientale- afferma Cremonini- percorsi obbligati per mantenersi competitivi rispetto a un mercato in evoluzione vorticosa e per una necessaria assunzione di responsabilità sociale. Vanno quindi valutate tutte le opportunità messe a disposizione a vario titolo per favorire investimenti in questa direzione”.

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2022-08-05T12:26:32+02:00