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Etiopia, i ribelli del Tigray conquistano la città delle chiese patrimonio Unesco

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Il conflitto tra le forze del Tigray e l'esercito è scoppiato a novembre, ma ora si è esteso anche nell'Amhara e nell'Afar
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ROMA –  Le forze ribelli del Tigray hanno conquistato Lalibela la città Patrimonio dell’Unesco, nota per le chiese monolitiche scavate nella roccia. Come conferma la stampa internazionale, sono state le truppe del Tigray a prendere la città che si trova nella vicina regione di Amhara, dove nelle ultime settimane si sono estesi i combattimenti contro l’esercito federale. L’emittente Bbc fa sapere che la popolazione è riuscita a fuggire, ma c’è ora preoccupazione per le chiese nella roccia costruite tra il XII e il XIII secolo, meta di tanti pellegrini cristiano-ortodossi da tutto il Paese e ritenuta Patrimonio dell’Umanità dalle Nazioni Unite.

Il primo a condividere i suoi timori è stato il sindaco di Lalibela, Mandefro Tadesse, che ha lanciato un appello: “È un sito patrimonio dell’umanità e dobbiamo tutti cooperare per garantire che questo tesoro venga preservato”. Il conflitto tra le forze del Tigray e l’esercito è scoppiato a novembre, ma ora si è esteso anche nell’Amhara e nell’Afar. Secondo il governo, 300.000 persone hanno già dovuto lasciare le proprie case in queste due regioni a causa dei combattimenti. Nel Tigray invece è in corso una crisi umanitaria che secondo le Nazioni Unite sta mettendo a rischio la sopravvivenza di milioni di persone.

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