App Immuni, Zampa: “È precauzione anche per i turisti”. L’hanno scaricata in 4,6 milioni

La sottosegretaria alla Salute rassicura: "Abbiamo alleggerito ciò che faceva paura a molte persone: la quarantena e il fatto che ci si metteva molto a fare il tampone"
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ROMA – “I cittadini che hanno scaricato la app Immuni sono 4,6 milioni. Noi continueremo a insistere insieme al ministero della Salute che è proprietario dell’applicazione, segnalata anche dalla rivista Nature come sistema per evitare seconde ondate di contagi. E’ molto importante che i nostri cittadini possano scaricarla, perché a oggi ha già contenuto due focolai: 63 persone sono state trovate positive e sono state inviate notifoche a più di 100 persone”. Lo ha detto Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, in diretta ad Agorà Estate su Raitre.

ZAMPA: PRIVACY TUTELATA, TAMPONI SI FANNO IN FRETTA

“Il ministero della Salute crede straordinariamente nell’app Immuni. Affrontare subito un’eventuale contagiosità conclamata significa avere garanzie di una cura migliore, di una presa in carico migliore, più efficace, quindi di una soluzione migliore del problema. Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlarne col sindaco di Anacapri, che ringrazio molto e che, a sua volta, ne ha parlato col sindaco di Capri. È una forma di precauzione per i turisti, per le zone ad alto arrivo turistico. Scaricare Immuni diventa una battaglia comune, che tiene più lontano il virus da zone che al momento sono ad alta densità come quelle turistiche”. Lo dice la sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa, intervistata nel programma su Rai Tre Agorà estate a proposito dell’app Immuni.

“Noi abbiamo scritto una circolare con la quale invitiamo le Regioni a fare rapidamente il tampone dopo la segnalazione- sottolinea Zampa-. Abbiamo anche alleggerito ciò che faceva paura a molte persone: la quarantena e il fatto che ci si metteva molto a fare il tampone. Abbiamo detto che se vieni raggiunto da un messaggio che ti allerta e ti dice che sei entrato in contatto con una persona contagiata devi semplicemente rivolgerti al tuo medico di base e insieme a lui deciderai cosa fare. È puramente precauzionale e nasce da un’esperienza che abbiamo fatto”. E sulla garanzia dell’anonimato la sottosegretaria tiene a precisare: “È un codice alfanumerico e quindi tu non saprai chi è quella persona“.

Conclude Zampa: “Pensiamo che bisogna prendersi cura gli uni degli altri. Credo che il virus ci abbia insegnato che la salute di ognuno di noi mette in discussione la salute di tutti gli altri. Se non lo si fa per affetto, per generosità, lo si deve fare anche solo per semplice egoismo. Se vogliamo stare bene dobbiamo fare in modo che tutti stiano bene”.

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5 Agosto 2020
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