Sicurezza Bis, le opposizioni di centrodestra aprono: verso il no alla sfiducia

Maggioranza al rischio al Senato a causa dei dissidenti del M5S, ma i partiti di centrodestra sono pronti ad aiutare Salvini
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ROMA – Il governo della ‘non sfiducia’? Si’, delle opposizioni di centrodestra. Sul decreto sicurezza bis si stempera la tensione. Il quorum, alla luce delle dichiarazioni delle ultime ore, sara’ raggiunto e anzi l’esecutivo avra’ il problema di tenere a distanza le opposizioni di centrodestra, oramai molto vicine al perimetro della maggioranza.

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Lega e Cinque Stelle avrebbero sulla carta 165 voti, frutto della convergenza dei 107 senatori M5s e dei 58 leghisti. Considerato che Bossi – convalescente – non votera’, e che i dissidenti M5s contrari al provvedimento potrebbero essere 5, il numero dei senatori gialloverdi in grado di votare fiducia e provvedimento sarebbero 160. A questi bisogna pero’ aggiungere 5 componenti del gruppo misto e del gruppo Per le autonomie che si sono dichiarati a favore. Viene cosi’ superata nuovamente l’asticella della maggioranza assoluta, quota 161, e ristabilita l’integrita’ numerica dei 165 voti a favore. Ma a questo punto entrano in campo le opposizioni.

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Fdi ha annunciato che si asterra’, voto che al Senato non corrisponde piu’ a voto contrario, dopo la riforma del regolamento. Forza Italia passera’ sotto lo scranno della fiducia senza dire si’, ma neanche no e neppure astensione. Per gli azzurri ‘non partecipazione al voto’. A conti fatti contrari saranno solo Pd, senatori di sinistra e senatori del misto e delle autonomie che non votano la fiducia. In totale una settantina di voti ‘no’.

La conferenza dei capigruppo, intanto, ha deciso che iniziera’ questa sera alle 19 e 30 la chiama sul voto di fiducia e contestualmente al testo del decreto sicurezza bis.
Le mozioni Tav saranno messe ai voti prevedibilmente mercoledi’ mattina.

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5 Agosto 2019
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