Grandi opere, Toninelli: “Tutto da riformulare”. Ma Salvini spinge il sì

Salvini: "Sono più per il fare che per il non fare". Si aspettano i responsi dell'analisi costi-benefici
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ROMA – “La domanda a cui dare risposta resta se la Tav è un’opera redditizia o meno. Tutte le stime e le previsioni, per esempio, si fondano su valori dei flussi di merci e di persone che definirei farlocchi, poiché diminuiscono anziché aumentare. Serve, quindi, un’analisi attualizzata per una valutazione più approfondita”. Così il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninellli sul ‘Corriere della Sera’.

Insomma, dice il ministro, “deve essere valutato e riformulato tutto, ma se per ripagare l’opera servono più di 50-60 anni, finendo con il mettere le mani nelle tasche degli italiani per finanziarla, è meglio bloccarla”.

E, richiamando anche quanto detto da Salvini, Toninelli ribadisce anche che “serve un’analisi costi-benefici. Dobbiamo capire, entro fine anno la risposta”.

GRANDI OPERE. SALVINI: SONO PIU’ PER FARE CHE PER DISFARE

“Aspetto i risultati degli studi. In linea di massima, culturalmente sono piu’ per fare che per disfare. Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, e’ chiaro che andrebbe fatta”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, in un’intervista a ‘La Stampa’.

“Ci sono fior di tecnici e di docenti che stanno valutando il rapporto costi-benefici- aggiunge- Dai nostri dati, sembra che i benefici superino i costi nel caso delle pedemontane, del terzo valico e del Tap, che ridurrebbe del 10% il costo dell’energia per tutti gli italiani. Per la Tav il discorso e’ piu’ lungo. Bisogna calcolare fino all’ultimo centesimo”.

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