Mancino: “C’è una ripresa di odio, la mia legge è fondamentale”

L'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, intervistato dal 'Corriere della Sera' difende la legge che porta il suo nome
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ROMA – “Oggi c’è una ripresa evidente di manifestazioni di odio e intolleranza. Non credo che basti il Fontana di turno per cambiare una legge indispensabile“. Così l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, intervistato dal ‘Corriere della Sera’ difende la legge che porta il suo nome e che il ministro leghista propone oggi di abrogare. Per Mancino si tratta di una legge “fondamentale. E infatti qualche anno fa ci sono stati alcuni ritocchi proprio per renderla ulteriormente efficace”.

La legge del 1993 che porta il nome dell’ex ministro democristiano sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. La legge punisce con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico e istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. E punisce con la con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

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