Leggi anti-sprechi alimentari e contro il caporalato, il ‘nuovo Umanesimo’ è più vicino

di Antonio Rosati, esponente del Pd e amministratore unico di Arsial
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di Antonio Rosati, esponente del Pd e amministratore unico di Arsial

Dal Parlamento arrivano due nuove leggi che rappresentano segnali importanti in direzione di quello che chiamo ‘nuovo Umanesimo’. Mi riferisco all’approvazione della legge cosiddetta anti-sprechi alimentari e di quella contro il caporalato agricolo.

Nel primo caso, si tratta di un’ottima misura che apre una grande possibilità di lavoro educativo nelle scuole, nella società e anche nel coinvolgimento delle imprese e della grande distribuzione per il recupero del cibo, che altrimenti andrebbe distrutto. È un tassello fondamentale, un risultato per cui anche l’Arsial vuole fare la sua parte, a partire da una iniziativa molto importante in programma per fine settembre: un convegno proprio sul tema dello spreco alimentare in cui verranno coinvolte le scuole, gli operatori e gli esperti. Da quell’appuntamento lanceremo l’idea dei ‘Volontari del cibo’, istituendo borse di studio e un grande concorso per le buone pratiche alimentari. Del resto, il lato pedagogico è fondamentale, perché lo spreco del cibo più imponente viene proprio dalle famiglie e dagli acquisti domestici. Ecco perché, quartiere per quartiere, dobbiamo fare iniziative volte al recupero del cibo e per evitare gli sprechi, a partire dall’educazione agli acquisti intelligenti.

Per quanto riguarda il caporalato agricolo, lo considero una vera piaga nel Meridione, ma anche in alcune zone del Lazio. Oltre alla concorrenza sleale ai tanti imprenditori agricoli corretti e illuminati, il fenomeno mette davanti alle nostre coscienze nuove forme di schiavitù ormai insopportabili. La misura più importante della legge è il sequestro dei beni in flagranza di reato. Si tratta di un deterrente molto incisivo che, insieme ai controlli in aumento, darà un quadro migliore della situazione. Ecco, queste due leggi sono il segno di un riformismo magari silenzioso, ma che migliora la vita delle persone, in grado di farle sentire meno sole e di ridare dignità alla sfera politica e recuperare quella frattura tra governati e governanti che è la caratteristica dei nostri tempi.

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