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L’appello di Zaia: “Tamponatevi, il virus circola ancora”. E intanto pensa ai ‘Covid Point’

luca zaia
Il governatore del Veneto incita i cittadini a non abbassare la guardia. Nel frattempo pensa di far slittare l'apertura delle scuole a fine settembre
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Di Pietro Tabarroni

VENEZIA – Con “45 positivi sui più di 5.000 tamponi fatti nelle ultime 24 ore, in una situazione di caldo in cui viviamo all’aria aperta, significa che il virus circola ancora“; e dunque “anche se le cose vanno bene, e ormai siamo in remissione da due mesi, non dobbiamo abbassare la guardia“. Lo dice Luca Zaia, presidente del Veneto, durante una diretta Facebook per fare il punto, fra le altre cose, anche sulla situazione Covid in regione. Il governatore lancia poi un appello alla popolazione veneta: “È fondamentale continuare a tamponarsi. Oggi continuiamo con i tamponi al personale e agli ospiti degli ospedali e delle case di riposo, ma abbiamo stabilito anche una quota di tamponi giornalieri per la cittadinanza”.

Popolazione veneta che, tuttavia, non starebbe rispondendo alla chiamata, per ora. “Mi ero illuso– prosegue Zaia- di arrivare a 30.000 tamponi al giorno. Ma non avevo pensato che ci vogliono 30.000 nasi, e la gente, senza sintomi, non ha voglia di farsi testare. Per questo lancio un appello a chi vuole fare qualcosa per il bene comune. Anche senza sintomi, recatevi a un Covid point e fatevi il tampone”.

Una chiamata ostacolata anche dalla “disinformazione”, prosegue il presidente. “Pensate- dice Zaia- che anche quest’inverno, nelle scuole, alcuni genitori hanno negato il consenso al tampone per paura che venisse inserito un microchip nei loro figli. Un po’ come le scie chimiche, insomma”. Dunque, per ottenere un ampio monitoraggio, spiega ancora Zaia “ci stiamo accordando con Pro loco, con chi organizza sagre, coi gestori di spiagge e locali, per installare dei Covid point. Chiunque abbia due minuti ci vada”.

Il Veneto “secondo le direttive nazionali- conclude Zaia- dovrebbe fare 7.000 tamponi al giorno circa, essendo zona bianca. Tuttavia, essendo i tamponi il nostro termometro, manteniamo un livello da zona arancione, e ne stiamo facendo 20.000 ogni giorno”.

“IL VENETO È VICINO A POSTICIPARE L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO”

Con l’assessora Elena Donazzan (che ha la delega all’Istruzione per la Regione Veneto, ndr) stiamo valutando di posticipare l’inizio dell’anno scolastico. Probabilmente, andremo a fine settembre“. Lo dice, oggi, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, durante una diretta Facebook.

Zaia elenca poi le motivazioni che lo hanno spinto a valutare uno slittamento per la riapertura delle scuole: “La data prescelta non rispettava la festività ebraica dello Yom Kippur, e qualsiasi festività, di qualsiasi religione, va rispettata e tutelata”. Inoltre, tra le motivazioni, ci sarebbero la questione della copertura vaccinale degli studenti, la cui maggior parte non sarà ancora immunizzata a settembre, e del settore turismo in Veneto, che potrebbe recuperare qualcosa di quanto perso quest’estate prolungando la stagione di un mese. “La decisione definitiva– conclude Zaia- potrebbe arrivare oggi. La delibera è pronta, e ci siamo presi ancora un po’ di tempo per valutarla”.

“VERGOGNOSO IL TRATTAMENTO RICEVUTO DAI GESTORI DELLE DISCOTECHE”

“Voglio sottolinearlo bene, il trattamento ricevuto dai gestori di discoteche è vergognoso. Mi arrivano in continuazione video e segnalazioni di situazioni a rischio, fuori dal Veneto: piazze piene per concerti e iniziative di ogni genere, mentre un intero comparto economico (quello dei locali notturni, appunto, ndr) è messo alla gogna“. Così Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, oggi durante una diretta Facebook. “Se le discoteche sono da considerarsi pericolose– prosegue Zaia- chiudiamole e diamo ristori veri. Ma queste regole devono poi essere applicate anche a chi fa attività simili, in un paese civile non è accettabile che i gestori dei locali si vedano organizzare in faccia concerti mentre loro restano chiusi. È ridicolo”.

Zaia espone poi una proposta per unire e soddisfare due necessità, ossia quella della riapertura completa delle sale da ballo e quella di un monitoraggio Covid, coi tamponi, “il più possibile variegato”. Per questo “sarebbe utilissimo aprire le discoteche e mettere davanti ai locali dei Covid point per fare tamponi. Avremmo un monitoraggio efficacissimo e ad ampio raggio perché nelle discoteche ci vanno i ragazzi dai tanti piccoli paesi della provincia. Basterebbe che arrivassero mezzora prima, e i proprietari delle discoteche sarebbero certamente d’accordo“.

“PRIMO PER GRADIMENTO? SONO IL FORTUNATO PORTABANDIERA DI UN TEAM”

“Quando chiusi tutto, a inizio pandemia, ci fu un crollo dei sondaggi. Poi i cittadini capirono. Ma se oggi sono primo per gradimento (fra i presidenti di Regione nella classifica del Sole 24 ore, ndr) lo devo alla mia squadra” sottolinea Zaia, che prosegue dicendo di sentirsi “solo il fortunato portabandiera” di un team, e che “bisogna governare a prescindere dai sondaggi. Io ho provato a farlo seguendo i principi del buon padre di famiglia, e i cittadini, questo, lo hanno compreso”.

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