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“Conoscere, approfondire, agire”: il Garante dei diritti illustra la sua attività nelle Marche

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In una conferenza stampa l’Autorità di garanzia ha presentato il lavoro che sta portando avanti nei diversi settori, in particolare sui temi: carceri, minori e difesa civica
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ANCONA – A quattro mesi dalla sua nomina e dopo un periodo di  assenza dovuto al Coronavirus, il Garante Giancarlo Giulianelli fa il punto sull’attività svolta, ma soprattutto pone in primo piano quelli che saranno i progetti e le linee d’intervento per il futuro.

L’apertura della conferenza stampa ospitata a Palazzo delle Marche ha come incipit la questione del metodo, “conoscere le realtà, approfondire le tematiche, valutare l’esistente prima di passare all’azione diretta”. Ed è  quello che Giulianelli ha fatto nelle ultime settimane attraverso una fitta serie d’incontri con le realtà che, a vario titolo, operano a diretto contatto con l’Autorità di garanzia.

Portando il saluto dell’Assemblea legislativa, il Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini, ha espresso apprezzamento per il lavoro che si sta concretizzando soprattutto in una situazione come quella attuale, “che richiede massima attenzione per quanto riguarda servizi, strutture e sostegni economici che riescano a soddisfare le esigenze della comunità”.

Venendo alla panoramica complessiva, sul fronte carceri, mentre prosegue la consueta azione di monitoraggio, il Garante si sofferma in particolare sulla situazione sanitaria, che rappresenta una delle criticità più significative anche per carenza di personale specifico a fronte delle patologie rappresentate. “Di questo stato di cose – evidenzia Giulianelli – abbiamo già informato i rappresentanti dell’autorità penitenziaria ai diversi livelli ed i responsabili sanitari regionali di settore. Un’interlocuzione che intendiamo portare avanti per trovare soluzioni concrete, invitando le istituzioni a fornire il necessario supporto. Pensiamo anche di attivare nuove collaborazioni per un’unità sanitaria mobile. Teniamo conto che, al di là dei problemi determinati dal Coronavirus, uno degli aspetti da approfondire è quello legato all’aumento delle patologie psichiatriche, che rischiano di diventare il problema dei problemi”.

Altra nota dolente sono gli organici della polizia penitenziaria in rapporto alle mansioni che gli agenti sono chiamati ad assolvere. Il punto della situazione è stato fornito in un recente confronto del Garante con i rappresentanti sindacali, anche alla luce di episodi che si sono verificati in alcuni istituti penitenziari.

Passando alle attività trattamentali Giulianelli rinnova la collaborazione per  iniziative già in essere e ne aggiunge altre che andranno ad interessare i penitenziari marchigiani. Accanto ai laboratori con gli scrittori contemporanei, l’implementazione degli interventi per quanto riguarda alcune coltivazioni e corsi di fotografia che saranno attivati nei prossimi mesi. Rinnovo del protocollo d’intesa con Prap e Università di Urbino per il Polo universitario presso la casa di reclusione di Fossombrone, che ha già prodotto significativi risultati con tre detenuti laureati alla triennale ed uno che discuterà entro breve la tesi magistrale.

In fase di realizzazione anche eventuali sportelli informativi per i detenuti.

Giulianelli  non manca di far presente la necessità di rendere ancor più stretta la collaborazione con il mondo del volontariato. Di recente ha avuto modo di avviare un confronto diretto con Silvano Schembri, Presidente della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia delle Marche, relativamente ai percorsi di reinserimento nella società per i detenuti che si avviano alla fine della pena detentiva, alle possibilità occupazionali ed alla ricerca di abitazioni. “Siamo convinti – dice il Garante – che questi siano strade importanti da seguire per dare un futuro dignitoso a chi esce dal carcere, evitando che possa ricadere negli errori commessi in precedenza”.

Infine, ma non per importanza, i problemi strutturali degli istituti aumentati con il passare del tempo e con le modifiche intercorse anche dal punto di vista della destinazione per le diverse pene detentive.

Non poteva mancare un riferimento anche alla chiusura della casa circondariale di Camerino, a causa dei danni riportati dopo il terremoto. Dove realizzarne una nuova? Rispondendo alla domanda specifica,  Giulianelli evidenzia che “per il bene dei detenuti un carcere dovrebbe essere vicino il più possibile al tribunale che li giudica. Occuparsi della collocazione di una struttura, significa salvaguardare i diritti dei detenuti e di tutti gli operatori chiamati ad intervenire”.

Per quanto riguarda infanzia e adolescenza nei progetti del Garante ha un posto significativo la tutela dei minori nel percorso dell’affido, soprattutto per quanto riguarda il supporto formativo da fornire ai tutori che al momento sono in numero esiguo e che per legge devono essere volontari. “Ci muoveremo per portare avanti azioni – sottolinea Giulianelli – che diano la possibilità  di intervenire adeguatamente nella parte iniziale della tutela e della presa in carico. Abbiamo intenzione di avviare una ricognizione sul territorio regionale per redigere un elenco aggiornato degli aspiranti tutori e curatori e per recepire bisogni e criticità”.

In cantiere anche diversi progetti dedicati al mondo della scuola, che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi attraverso l’attivazione di collaborazioni con enti diversi e che riguarderanno  nella prima fase tematiche riferite all’abuso tecnologico ed al cyberbullismo, alla promozione della legalità. In programma anche una ricerca sugli esiti della pandemia in relazione alla salute psicofisica dei minori, da concretizzare con la collaborazione diretta dell’Università di Urbino e da ricondurre all’attività dell’Osservatorio sul disagio giovanile.

Infine, la difesa civica che prosegue la significativa attività, propria dell’autorità di garanzia, per garantire adeguate soluzioni alle esigenze poste dai cittadini.

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