VIDEO | Torna il World of Fashion a Roma

ROMA – “Far dialogare i vari Paesi del mondo con il linguaggio della moda e dell’arte“. E’ lo scopo con cui Nino Graziano Luca ha ideato e promosso il World of Fashion che domenica 7 luglio alle 18 torna nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma per la 22a edizione. “In questi anni- ha raccontato- abbiamo avuto grande soddisfazione con ben 60 stilisti provenienti da 26 Paesi e quest’anno ne aggiungiamo 2: il Messico e la Repubblica Ceca”.

Intervistato dall’agenzia Dire ha anticipato alcune delle novità che ammireremo in passerella, in una serata di gala in cui regine saranno la differenza e la bellezza. “Ecco gli stilisti di quest’anno: il libanese Maged Bou Tanios che con ‘Androginus 2020’ vestirà uomini e donne con velluti di seta; Eva Scala, dalla Repubblica Ceca, che si è dedicata all’identità fashion italiana con le sete di san Leucio e James Dimech di Malta che presenterà una collezione dedicata all’Elisabeth, realizzata con fibre di poliestere ottenute dal riciclo di bottiglie post consumo”.

Nella serata di gala un altro appuntamento importante sarà quello con “il progetto Mia (Moda incontro aperto) di Maurizio Passeri ed Ino Mantilla, uno spazio in cui lavoriamo soprattutto con gli stilisti dell’ America Latina, ma quest’anno, oltre Messico e Colombia, ci sarà anche l’Italia”.

In programma anche un premio, dedicato alla valorizzazione della diversità, per celebrare i valori del World of Fashion. “Uno dei premiati- ha detto ancora Nino Graziano Luca- sarà Sara Manfuso, presidente dell’associazione ‘Io Cosi’ che lavora con un team di esperti nella formazione e comunicazione sui diritti e le differenze e l’altro andrà a Placido Domingo jr per il suo lavoro di diffusione del tango come musica e danza”. E’ proprio la danza una grande passione e una parte decisiva del curriculum di Nino Graziano Luca che è membro del Consiglio internazionale danza Unesco e direttore artistico della Compagnia nazionale di danza storica.

Per lui non poteva mancare una domanda su diritti e pari opportunità: “Tanto per cominciare non vedo differenza, non è nella mia formazione e non capisco- ha detto- come si possa dire che la donna è stata ‘relegata’ alla famiglia. Direi piuttosto quanto è stata importante per la famiglia”. Nella vita professionale e nella dimensione pubblica “la miscela di sensibilità, competenze e caparbietà” risponde a tutte le possibili domande sulle pari opportunità, perchè, ha concluso con un sorriso, “altro che quote rosa, le donne sono più brave“.

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5 Luglio 2019
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