venerdì 9 Ottobre 2026

“Esposto ad amianto per 40 anni”: Tar del Lazio condanna la Difesa per la morte di un marinaio

Il ministero dovrà risarcire per 200 mila euro la famiglia di un sottoufficiale della Marina Militare colpito da mesotelioma

ROMA – Ha prestato servizio su numerose navi della Marina Militare e in diverse basi strategiche dove è stato esposto ad amianto e altre sostanze cancerogene senza indossare dispositivi di protezione. Per questo il Tar del Lazio impone il ministero della Difesa a risarcire la sua famiglia, ora che è morto. Lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto.

UNA LUNGA CARRIERA, I RICONOSCIMENTI POI LA DIAGNOSI E LA MORTE

“Un nuovo caso di morte per esposizione all’amianto scuote le Forze Armate italiane- riferisce infatti l’Osservatorio, in una nota- Il Tar del Lazio ha condannato il ministero della Difesa al pagamento di 200.000 euro di risarcimento alla famiglia di un sottufficiale della Marina Militare, scomparso a causa di un mesotelioma pleurico contratto durante il servizio. Per quasi quarant’anni, il militare ha prestato servizio a bordo di numerose unità navali – Nave Palinuro, Carabiniere, Artigliere, Stromboli, Tanaro, Doria – e in diverse basi strategiche come Mariscuola Taranto, Venezia e Maridist Ostia, venendo costantemente esposto ad amianto e ad altre sostanze cancerogene senza adeguati dispositivi di protezione né informazione sui rischi”.
“La diagnosi, arrivata nel 2018, ha segnato l’inizio del drammatico epilogo- prosegue l’Osservatorio- l’uomo è deceduto all’età di 81 anni. Solo un anno dopo, nel 2019, la sua malattia è stata formalmente riconosciuta come dipendente da causa di servizio, e nel 2022 il Ministero ha emesso il decreto che lo equiparava a vittima del dovere”. Durante la sua lunga carriera militare- spiega l’Osservatorio nella nota- il sottoufficiale si era distinto per dedizione e merito: era stato insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana nel 1960, e successivamente aveva ricevuto la Croce d’Oro di anzianità di servizio, con e senza stelletta. Ma a nulla sono valsi i riconoscimenti quando si è trattato di fronteggiare gli effetti letali dell’amianto”.

BONANNI: “NUMERI IN CRESCITA, DATI EPIDEMIOLOGICI ALLARMANTI”

A rappresentare la famiglia è stato l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha promosso il ricorso al Tar del Lazio. “Il Tribunale, dopo l’istruttoria, ha accolto integralmente le richieste della vedova e del figlio, riconoscendo il danno ‘Iure hereditario’ (cioè trasmissibile agli eredi) e la responsabilità diretta dell’Amministrazione militare. Un altro valoroso difensore della Patria stroncato dall’amianto- dichiara Bonanni- I numeri purtroppo parlano chiaro: i casi di decesso tra i militari della Marina continuano a crescere, confermando i dati epidemiologici allarmanti”.
L’Osservatorio nazionale Amianto, conclude la nota, ha attivato un servizio di assistenza accessibile tramite: il numero verde 800 034 294 e lo sportello online: https://onanotiziarioamianto.it/vittime-del-dovere-tutela-legale.

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