VIDEO | Vaccino influenza per fermare Covid, Sip: “Sì a tutti i bimbi, ma serve strategia”

Parla Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della Società italiana di pediatria (Sip)
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ROMA – La Società italiana di pediatria (Sip) raccomanda che tutti i bambini, soprattutto quelli con comorbilità e patologie croniche, facciano il vaccino antinfluenzale, che può essere “una giusta arma preventiva del Covid-19”. A parlarne alla Dire è Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della Società italiana di pediatria (Sip), spiegando che “il problema, adesso, è come implementare questa determinata strategia sul territorio nazionale nella popolazione 6 mesi-6 anni. La difficoltà è, infatti, legata al modello organizzativo”. 

“Secondo il piano nazionale vaccini, da ottobre a gennaio bisognerebbe vaccinare con due dosi a distanza di quattro settimane l’una dall’altra il 75% dei bambini tra i 6 mesi e i 6 anni in tutto il territorio nazionale. La questione è- chiarisce Russo- che dovremmo raggiungere un obiettivo minimo del 75% nelle coperture vaccinali per avere un’efficacia della strategia vaccinale dell’influenza, mentre è del 95% l’obiettivo ideale di maggiore protezione. In questo modello organizzativo diventa necessario l’intervento dei pediatri di libera scelta che lavorano sul territorio e che stanno a contatto con i bambini”.

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Russo poi descrive anche un’altra criticità: “Nella prossima stagione i servizi vaccinali sul territorio dovranno pure recuperare le vaccinazioni precedentemente perse a causa della Pandemia, oltre a dover implementare quelle per i nuovi nati. Diventerà dunque difficile andare a collegare tutto questo lavoro con le nuove sedute vaccinali antinfluenzali. Bisogna mettere in atto i dovuti interventi organizzativi– rimarca Russo- per poter raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Il vaccino antinfluenzale è una “giusta arma preventiva del Covid-19, nel senso che ci aiuta soprattutto nella fase della diagnosi. Il virus influenzale stagionale interessa fondamentalmente le prime vie aeree- aggiunge il pediatra della Sip- e l’infezione da Covid-19 e quella da influenza hanno una manifestazione sintomatologica sovrapponibile (febbre, mal di gola e classica sindrome simil infuenzale). È stato questo il motivo per il quale molti si erano fatti abbagliare dall’idea che il Coronavirus fosse una banalissima influenza. Tuttavia, se il sintomo fosse stato sovrapponibile ad una banalissima influenza, la malattia invece è risultata completamente diversa. Il Coronavirus innesca un meccanismo infiammatorio molto più forte e molto più importante rispetto all’influenza, che già di per sé produce morti ogni anno”. Vaccinare contro l’influenza aiuta, allora, ad “escludere che un’eventuale possibilità di sintomatologia possa essere attribuita alla stessa influenza”.

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Accantonata la massima copertura vaccinale per i soggetti con patologie croniche, siano bambini, adulti o anziani, e passando alla vaccinazione del bambino sano, “nel mondo sono diverse le posizioni dei vari Paesi in merito all’offerta. Negli Stati Uniti, ad esempio, viene raccomandata la vaccinazione antinfluenzale a tutti i bambini– ricorda Russo- in Italia al momento non abbiamo questa raccomandazione, come strategia ministeriale per la vaccinazione gratuita a tutti i minori sani”. Ma attenzione, continua Russo, “una cosa è la strategia vaccinale di un Paese che offre gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale ad una coorte di bambini sani- spiega il pediatra della Sip- e un’altra è la raccomandazione che quei bambini possano vaccinarsi perché non esiste alcuna controindicazione a che non lo facciano contro l’influenza. Al di là dell’indicazione da parte del ministero che ha inserito nei livelli essenziali di assistenza l’esavalente, il vaccino contro il morbillo o ad esempio la meningite- conclude Russo- questo non significa che i bambini non si debbano vaccinare, perché non esiste il vaccino inutile“.

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5 Giugno 2020
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