Migranti, Fedriga con Salvini: “Tunisia sa che non sono stinchi di santo”

massimiliano fedriga
Macchè scivolone di Salvini, "altri paesi europei hanno detto parole ben più dure"
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ROMA – Politically correct? No, grazie. Le parole del ministro dell’Interno Salvini sui “galeotti” provenienti dalla Tunisia hanno creato una breve crisi diplomatica con il paese nordafricano, ma per il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga il leader leghista ha tutte le ragioni.

Anche nei toni: “Bisogna dire le cose come stanno allontanandosi dal politicamente corretto, che ha creato molti danni soprattutto nelle politiche migratorie. Il governo precedente stava zitto e trattava con i guanti la questione, e non mi sembra che abbia risolto il problema “, dice Fedriga a Circo Massimo, su Radio Capital. “Credo che altri paesi europei abbiano usato parole anche molto più dure di noi”.

“MOLTE PERSONE SCAPPANO DALLE PRIGIONI”

Il presidente friulano difende Salvini anche nel merito della frase incriminata: “Abbiamo sollevato una criticità rispetto ad alcuni paesi del Mediterraneo, come la Tunisia, da cui partono molte persone che scappano dalle carceri. È un dato acquisito, e non è un problema di oggi. Non vuol dire, ed è ovvio, che tutti i tunisini sono galeotti, ma che chi scappa verso l’Italia non sia uno stinco di santo lo riconosce anche la Tunisia“.

Nel contratto di governo M5S-Lega c’è il rimpatrio di 500mila immigrati, missione che per Fedriga non è impossibile: “Gli altri paesi lo fanno già”, dice, “Nel 2016 la Germania ha effettuato 72mila tra rimpatri ed espulsioni, l’Italia solo 5mila”. Nel piano c’è anche la creazione di nuovi centri per l’identificazione e l’espulsione: “Ho già dato disponibilità a crearne più d’uno nella mia regione”, dice il presidente del Friuli-Venezia Giulia, “Dove? Mi confronterò con gli enti locali, Trieste e Gorizia si sono già detti pronti”.

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