Mafia, Rita Dalla Chiesa: “Riina? Mio padre morte dignitosa non l’ha avuta”

Duro attacco della figlia del generale Dalla Chiesa dopo la decisione della corte di Cassazione di aprire alla scarcerazione del 'capo dei capi'
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ROMA – “Penso che mio padre una morte dignitosa non l’ha avuta, l’hanno ammazzato lasciando lui, la moglie e Domenico Russo in macchina senza neanche un lenzuolo per coprirli. Quindi di dignitoso, purtroppo, nella morte di mio padre non c’è stato niente”. Questa la dichiarazione rilasciata da Rita Dalla Chiesa al Tg4 dopo la notizia che la Cassazione ha aperto al differimento della pena per Toto’ Riina perché gravemente malato.

La richiesta della difesa del boss di Cosa Nostra fino a questo momento è sempre stata respinta dal tribunale di Bologna, che adesso dovrà riconsiderare le proprie dcisioni in base ai rilievi effettuati dalla Corte di Cassazione. Secondo questa, infatti, il “diritto a morire dignitosamente” va assicurato ad ogni detenuto. Inoltre, rileva la Cassazione, va verificato se Totò Riina, in carcere dal 1993, possa ancoraconsiderarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute.

Una pronuncia, questa della Cassazione, che ha sollevato immediate polemiche. “Sto insegnando a mio nipote ad avere fiducia nella giustizia e nella legalità- continua la figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dall’ex capo di Cosa Nostra- lo porto sempre in mezzo ai carabinieri. Portandolo in mezzo ai carabinieri faccio quello che avrebbe fatto mio padre. Per quanto riguarda invece la fiducia nella giustizia, forse sto sbagliando tutto, sto sbagliando tutto“.

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