Rogo del camper a Centocelle, torna il libertà Serif Seferovic

Secondo il gip c'è la "mancanza di gravi indizi di colpevolezza" che giustifichino la detenzione in carcere
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ROMA  – Serif Seferovic, il 20enne pregiudicato di origini rom fermato il primo giugno a Torino in quanto sospettato di aver avuto un ruolo nella morte delle tre sorelline della famiglia Halilovic nel rogo del camper a Centocelle, è tornato in libertà.

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A stabilirlo il gip del capoluogo piemontese, Alessandra Danieli, che ha convalidato il fermo di polizia ma non ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere come chiedeva invece la Procura di Roma, a causa, sembrerebbe, della “mancanza di gravi indizi di colpevolezza” che giustifichino la detenzione in carcere.

Il 20enne, che per gli inquirenti potrebbe essere autore del lancio della bottiglia incendiaria che ha causato le fiamme e la morte delle sorelle, avrebbe affermato che quella notte non si trovava in zona Centocelle ma in un’area di parcheggio a Prati Fiscali insieme alla sua famiglia.

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