mercoledì 12 Agosto 2026

Garlasco, Stefania Cappa sentita per 3 ore. Oggi Sempio (che non parla) e Marco Poggi: dal pc ai video intimi della vittima

Tra i video intimi, i computer, le impronte, il Dna e le 'carte' che ancora non conosciamo, la Procura al più presto chiuderà le indagini

BOLOGNA – Sono state sentite Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio della 26 uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Le due sorelle sono state ascoltate in caserma a Milano come testimoni, e quindi senza avvocati. Cosa avranno chiesto loro gli inquirenti? L’indagine, si sa, è ormai arrivata alle battute finali, con l’incolpazione di Andrea Sempio accusato dagli inquirenti di aver ucciso Chiara Poggi da solo per un movente di tipo sessuale: la Procura di Pavia è convinta che avesse tentato un approccio sessuale con la ragazza ma fosse stato respinto. E potrebbe aver ucciso la ragazza per vendicarsi di questo. Paola Cappa, arrivata poco prima delle 11, è stata ascoltata per poco più di due ore. Più lunga l’audizione di Stefania, che è stata davanti ai magistrati quasi 3 ore. 

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Su Paola Cappa, la Procura potrebbe aver voluto qualche chiarimento sui ‘famosi’ 186 messaggi vocali che la donna mandò a Francesco Chiesa Soprani (poi sono stati consegnati in Procura) in cui parlava del delitto di Garlasco e di alcune circostanze, non si sa se in modo veritiero o no. Inoltre, potrebbero averle fatto una domanda anche movente passionale da lei ipotizzato in un’intervista dell’agosto 2007 (a pochi giorni del delitto) in cui Paola Cappa sembrava tracciare uno scenario del delitto che assomiglia molto a quanto contestato ora a Sempio: qualcuno che forse aveva ucciso per un ‘no’ ricevuto, e una ragazza, la vittima, troppo riservata per dire ad amiche e cugine di essere stata oggetto di avances.

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Sulla figura di Stefania Poggi, dalla riapertura delle indagini, sono circolate molte indiscrezioni, con trasmissioni e riviste che hanno ‘ripescato’ vecchie testimonianze e indiscrezioni per puntare il dito sulla donna. È stata rimessa in circolo la testimonianza di tale Marco Muschitta, un operaio, che disse di averla vista in bicicletta vicino a casa Poggi proprio la mattina del delitto, ma poi ritrattò. E poi si è parlato della borsa di attrezzi, della piscina dove Stefania Cappa sarebbe andata il giorno del delitto (e la circostanza venne confermata da quello che poi divenne suo marito diversi anni dopo), del tentato suicidio di Stefania Cappa di un paio di giorni prima. E anche dell’abbraccio ad Alberto Stasi in caserma, in un incontro che – forse – fu sollecitato dal Carabinieri nell’intento di capire se il fidanzato di Chiara Poggi si sarebbe tradito o contraddetto.

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INDAGINI PRESTO CHIUSE

Quel che è certo è che la chiusura delle indagini è vicina. Domani sarà ascoltato Marco Poggi, fratello di Chiara, che certamente potrebbe fornire qualche dettaglio più preciso sui video intimi della ragazza e del fidanzato Alberto Stasi, che erano conservati nel computer di Chiara (che anche lui utilizzava). Qualcuno li copiò con una chiavetta. E Chiara Poggi, poco tempo prima del delitto, decise di proteggerli inserendo una password per aprirli. Forse gli inquirenti vogliono capire se Sempio avesse visto (o copiato) questi video? Lui ha sempre dichiarato di frequentare la casa frequentemente, in quanto molto amico di Marco Poggi, e di aver avuto accesso al pc di Chiara, con cui insieme al fratello utilizzavano videogiochi. Proprio per via dell’utilizzo comune del pc, secondo la difesa, l’eventuale Dna attribuibile a Sempio può esser arrivato nelle unghie della vittima.

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I VIDEO INTIMI

Sicuramente, la questione dei video intimi potrebbe rivelarsi centrale nelle nuove indagini. La Procura di Pavia ha infatti rianalizzato il pc di Stasi (dove si trovavano alcuni file e immagini a contenuto pornografico, che la vittima potrebbe aver visto la sera prima del delitto e che potrebbero aver provocato una lite tra i due), ma ha anche affidato una consulenza ex novo sul computer di Chiara Poggi. E negli ultimi tempi è tornata alla ribalta anche la circostanza (di cui si scrisse all’epoca) secondo cui Marco Poggi, il giorno del funerale di Chiara Poggi, al cimitero chiese a Stasi di poter avere le copie di quei video. Motivò questa richiesta, almeno per quanto venne riportato dai media, in un primo momento per avere un ricorso della sorella, poi con l’intenzione di farli sparire dalla circolazione per evitare che potessero circolare.

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TUTTI GLI ATTI SARANNO DEPOSITATI

La Procura di Pavia, dopo le attività di domani (oltre a Marco Poggi arriverà in Procura anche Andrea Sempio che però si avvarrà della facoltà di non rispondere), invierà all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini – atto che solitamente prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio. Depositerà quindi tutti gli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio che va avanti da oltre un anno e in questo modo le carte saranno a disposizione della difesa dell’indagato, per cui l’accusa è omicidio volontario aggravato. Alle carte, però, potrebbe avere accesso anche la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per il delitto. Stasi potrebbe utilizzarle per presentare una richiesta di revisione del processo: per la Procura guidata dal procuratore capo Fabio Napoleone, l’allora fidanzato di Chiara Poggi non era sulla scena del crimine.

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