ROMA – Il Laghetto dell’Eur, un simbolo paesaggistico della Capitale noto per le passeggiate e i pedalò, è destinato a cambiare radicalmente funzione. Un ambizioso progetto di riqualificazione mira a renderlo balneabile, trasformandolo in una vera e propria arena a cielo aperto per competizioni di alto livello.
STORIA E PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE
Nato da un progetto del 1936 in vista dell’Expo ’42, e inaugurato nel 1961, il bacino artificiale è sempre stato un elemento da ammirare. Ora, Eur SpA, partecipata dal Ministero dell’Economia (90%) e da Roma Capitale (10%), ha avviato un piano di investimento da 7,9 milioni di euro per garantirne la balneabilità permanente. Di questa cifra, 3,5 milioni sono già stati impiegati per studi, analisi e procedure di rimozione dei sedimenti, con Acea Infrastructure che ha completato il monitoraggio tecnico delle acque. L’Amministratore Delegato di Eur SpA, Claudio Carserà, ha fissato l’obiettivo: entro la fine del 2027 si prevede il “ripristino permanente delle condizioni di balneabilità” per questo “gioiello” dell’architettura verde del Novecento.
UTILIZZO INIZIALE
L’intervento di bonifica, che interessa l’intero bacino di circa 85mila metri quadrati, proseguirà per tutto il 2027. Attenzione però: chi immagina il laghetto trasformato in una grande piscina cittadina dovrà ridimensionare le aspettative. Almeno nella fase iniziale, lo spazio non sarà destinato alla balneazione libera, ma verrà utilizzato come impianto per competizioni sportive di alto livello. L’obiettivo dichiarato è ospitare gare di nuoto e tuffi anche internazionali, trasformando il bacino in una vera e propria arena a cielo aperto. Solo in un secondo momento si valuterà un’apertura più ampia al pubblico.
BENEFICI AMBIENTALI E VISIONE MULTIFUNZIONALE
Il progetto va oltre l’aspetto sportivo: il miglioramento della qualità dell’acqua dovrebbe avere effetti positivi sulla fauna locale, contribuendo a rafforzare l’equilibrio ambientale del laghetto. Si tratta di un cambio di prospettiva che vede il laghetto evolvere da semplice elemento decorativo a spazio multifunzionale in cui si incontrano tecnologia, ambiente e fruizione urbana, seguendo l’esempio di modelli come l’Idroscalo di Milano. Questa iniziativa, che offre ai romani uno spazio verde e vivibile senza uscire dal raccordo, si inserisce in un più vasto piano di valorizzazione dell’Eur, che include il restauro degli edifici razionalisti, la rifunzionalizzazione del Palazzo dello Sport e il recupero delle aree verdi. L’obiettivo, come dichiarato da Carserà, è il “recupero e salvaguardia ambientale” per rilanciare il quartiere come nuovo polo di spazio pubblico per Roma.





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