Redazione e Cristina Rossi
GENOVA – Prima regola, “armarsi di un fischietto”, poi ricordarsi di “scaricare l’app del Centro antiviolenza” infine, compilare il modulo apposito “per segnalare eventuali molestie o violenze subite”. Sono le tre regole diffuse da un vademecum fatto girare sui social in vista dell’Adunata Nazionale degli Alpini 2026 a Genova, in programma dall’8 al 10 maggio prossimi. Per l’evento delle penne nere sono attese tra le 400.000 e le 500.000 persone nei tre giorni nella città della Lanterna. E non tutti intendono dare loro il benvenuto, né tanto meno brindare insieme a loro.
“ATTENZIONE, ALPINI MOLESTATORI IN CITTÀ”
Già nei giorni scorsi nel centro storico sono apparse scritte scritte sui muri in cui gli alpini vengono definiti “molestatori” e alla loro vista si è sollevata l’inevitabile polemica politica. Nel comitato di non-accoglienza in prima linea sono le attiviste di Non una di meno, movimento femminista e transfemminista internazionale, impegnato da sempre contro la violenza di genere. Proprio l’associazione ha redatto e diffuso il famigerato vademecum intitolato “Adda Passà ‘a adunata! Tre consigli per affrontare i disagi”. In sostanza, in occasione della 97^ Adunata nazionale degli alpini, Non una di meno intende fornire “a donne e persone LGBTQIA+ strumenti per affrontare giornate di possibili disagi, molestie e catcalling”. Quindi: 1) Per reagire subito munitevi di fischietto. Può fare da deterrente e attirare l’attenzione, si legge nel post di NudmGenova su Ig. 2) Se subite molestie/violenze e avete bisogno di supporto: contattate il Centro Antiviolenza Mascherona tramite l’app gratuita o “Per non subire violenza” al 3939712414. Infine, 3) Per segnalare molesti compilate il form anonimo (di cui verrà indicato il link dal 7 maggio) per “raccogliere testimonianze e dare visibilità a esperienze spesso ignorate”.
L’ADUNATA NON È NEUTRA
Le attiviste spiegano quindi che l’adunata “non è neutra”: la città “sarà occupata da un’associazione di ex militari, in un’Italia sempre più militarizzata- è la spiegazione- dove l’esercito entra nelle scuole e il linguaggio bellico si diffonde. Viviamo in un contesto di guerra permanente, con aumento delle spese militari a discapito di welfare e servizi”. E “dietro la narrazione ‘simpatica’ di uomini pronti ad aiutare nelle emergenze e gruppi goliardici, c’è una cultura che vogliamo cambiare: il militarismo, basato su forza, gerarchia e machismo”. E ancora: “il fascino della divisa ne copre lo scopo: combattere per Patria e interessi nazionali. Anche questo è patriarcato”.
“SACRIFICI PER CHI?”
L’associazione punta anche il dito contro i sacrifici imposti alla città dall’adunata: “Chi si sacrifica?
Zone rosse e presenze difficili da sostenere. Scuole chiuse: chi si occuperà di ragazze e ragazzi? Parchi chiusi. Donne, persone trans e non binarie saranno meno sicure: la ‘goliardia’ maschile alimenta molestie”. In definitiva “saranno giorni di apprensione e disagio”. Infine l’appello: “Se sentiamo fischiare, avviciniamoci, ascoltiamo, interveniamo o chiediamo aiuto sempre con il consenso della persona in difficoltà”.
IL PRECEDENTE: RIMINI 2022
L’opposizione e il pregiudizio di “Non una di meno” nei confronti dell’adunata degli alpini ha un precedente che risale al 2022, anno in cui l’evento nazionale delle penne nere si è tenuto a Rimini. Allora a seguito dell’adunata, nella città romagnola sono state raccolte oltre 150 testimonianze e segnalazioni di molestie e comportamenti sessisti- cat-calling, commenti sessisti, palpeggiamenti e pedinamenti- che hanno suscitato un acceso dibattito e condanne da parte delle istituzioni. Tra gli episodi segnalati e riportati anche dalla stampa locale, i casi di donne “prese di peso” e messe su carretti, baci non consensuali e gruppi di persone che entravano negli hotel urlando i nomi delle dipendenti con intenzioni moleste. Nonostante le condanne a parole anche del Ministro della Difesa dell’epoca e l’alto numero di segnalazioni raccolte, è stata presentata formalmente una sola denuncia alla Procura di Rimini. Questa è stata successivamente archiviata, perché è stato giudicato impossibile identificare gli autori materiali a causa della folla.
IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE: L’ATTACCO A SILVIA SALIS
La 97esima Adunata nazionale degli Alpini, che si tiene a Genova dall’8 al 10 maggio 2026, fa litigare il Consiglio della Regione Liguria. La seduta di oggi, martedì 5 maggio, si è aperta con un fuori programma rispetto all’ordine del giorno, ovvero la richiesta della consigliera Lilli Lauro (Fratelli d’Italia) di interrompere i lavori per una riunione dei capigruppo che portasse alla stesura di un documento condiviso “per dare il benvenuto agli alpini”, a fronte degli “attacchi di chi non li vuole”, essendo invece “un ordine valoroso che deve essere trattato con rispetto e accolto con onore”. I fatti a cui si riferisce sono stati rammentati in aula dall’intervento di Veronica Russo (Fratelli d’Italia) che ha fatto riferimento a “un gruppo di femministe che hanno diffuso un vademecum per difendersi dagli alpini” e a “scritte sui muri in cui gli alpini vengono definiti molestatori”.
Il vademecum dal titolo “Adda passa’ ‘a adunata” è stato diffuso via social dalle associazioni Non una di meno Genova, Rete di donne per la politica, Udi – Unione donne in Italia, Centro antiviolenza Mascherona, con al primo posto il consiglio di munirsi di fischietto che “può servire da deterrente e per attirare l’attenzione di chi vi sta intorno” in caso di molestie alle donne e alle persone della comunità Lgbtqia+ in particolare.
Angelo Vaccarezza (Forza Italia Berlusconi) ha criticato che “il sindaco (cioè la sindaca di Genova Silvia Salis, ndr) abbia votato contro un documento che difende gli alpini da essere considerati dei molestatori”, giudicando “grave” una posizione che dimostra “pregiudizio e razzismo nei confronti di chi indossa la divisa. In questo clima, chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe dire forte e chiaro da che parte sta: se dalla parte degli Alpini o dalla parte di chi li contesta e detesta”. Sara Foscolo (Lega) ha ricordato un suo analogo e precedente ordine del giorno “a sostegno degli alpini associati ad atti di sessismo”, che non è stato condiviso dall’aula.
IL CENTROSINISTRA: “LA DESTRA STRUMENTALIZZA L’ADUNATA”
Il centrosinistra ha reagito per voce di molti consiglieri, a partire dal capogruppo del Pd Armando Sanna che ha definito “insolita” la proposta di sospendere i lavori per riunire i capigruppo, riscontrando un’anomalia procedurale e considerando “non necessario sospendere la seduta”. “Quella di Lauro- commenta Federico Romeo (Pd)- è la provocazione di chi segue le dinamiche dei social. Parteciperemo all’adunata”. La “destra regionale- aggiunge Stefano Giordano, capogruppo 5 Stelle- strumentalizza l’adunata degli Alpini per fini puramente propagandistici all’unico scopo di alimentare sterile polemica”. Le “emergenze sono altre- continua- Penso, ad esempio, alla situazione disastrosa che vive la sanità cittadina e non solo, con i Pronto soccorso quotidianamente in affanno”.
LA MAGGIORANZA IN REGIONE: “SUGLI ALPINI IL CENTROSINISTRA HA SCARICATO SALIS”
“Siamo davanti ad un vero e proprio cortocircuito della sinistra: oggi in Consiglio regionale anche la minoranza si è detta favorevole a condividere un documento con la maggioranza a sostegno dell’imminente Adunata degli Alpini. La proposta è stata firmata da tutti i capigruppo e successivamente approvata dall’aula”. Lo “stesso tema, però, affrontato in Consiglio comunale, ha visto un esito completamente diverso: la sindaca di Genova Silvia Salis e l’intera sinistra hanno infatti negato il loro sostegno al corpo degli alpini ad un ordine del giorno giudicato addirittura inammissibile dall’assessore alla sicurezza”. Lo dichiarano in una nota i capigruppo di maggioranza nel Consiglio regionale della Liguria.
“Il tema è arrivato in aula Pertini dopo varie incomprensibili vicissitudini, grazie ad un intervento della consigliera di FdI Lilli Lauro, su un ordine del giorno della consigliera della Lega Sara Foscolo. L’atto si è reso necessario a causa delle recenti accuse di cui il corpo degli Alpini è stato bersaglio da parte di appartamenti ad Avs e di diverse associazioni femministe”, aggiungono. “Accuse dalle quali, noi, come centrodestra prendiamo le distanze, consci di quanto il corpo alpino abbia fatto per l’Italia”, prosegue il comunicato.
“Siamo contenti che almeno qui abbia prevalso il buon senso: con questo documento è chiaro come i gruppi di sinistra in Regione scarichino apertamente la Giunta Salis sull’argomento“. Quando “si tratta degli Alpini, la sinistra si divide. Noi restiamo dalla stessa parte: quella del rispetto e della riconoscenza”, conclude la maggioranza.
(photo credit: Antonio Sergio Gambino consiglio comunale Genova/FB)





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