ROMA – “Dobbiamo avere il coraggio di fare un discorso di verità. Un settore forte, maturo, non ha paura della trasparenza e di regole chiare e condivise. Un settore che chiede fiducia ai contribuenti è il primo a dover pretendere che ogni euro pubblico sia utilizzato bene. Negli ultimi anni abbiamo assistito a paradossi, a incomprensioni e, ammettiamolo, a errori dei quali sono io il primo a dolermi. Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati, sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sotto il film ‘Tutto il male del mondo’, dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, già in parte mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale, laddove hanno prevalso invece l’opacità e l’imprecisione. Mai più”. Lo dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al Quirinale, durante la cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello”, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Il sistema – osserva Giuli – va reso più giusto, evitando che paure e allarmi si trasformino in conflitti ideologici infruttuosi e nocivi. Il ministero non vuole condizionare né a monte né a valle le decisioni dei competenti, sì che insieme alle associazioni di categoria stiamo lavorando per rafforzare l’terzietà di giudizio, la trasparenza dei criteri e la responsabilità delle scelte. Più qualità, meno spazio all’ombra della politicizzazione”.





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