Rutelli: “Chi è andato al cinema non si è comportato come i tifosi dell’Inter”

"I 90mila che sono andati al cinema sono un esempio per l'Italia", ha detto Francesco Rutelli, presidente Anica
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ROMA – “Chi è andato al cinema non si è comportato come i miei amici tifosi dell’Inter che sono andati in piazza a Milano in 30mila, perché hanno dovuto vedersi misurare la temperatura, dare il proprio recapito, mettere la mascherina Ffp2 e sono anche andati a dormire senza cenare perché non c’era tempo di fare le due cose. I 90mila che sono andati al cinema sono un esempio per l’Italia”. Lo ha detto Francesco Rutelli, presidente Anica, intervenuto alle Giornate di cinema dell’Anec a cui ha partecipato anche il ministro Dario Franceschini.

“Al ministro voglio dire che ci fidiamo di lui. Siamo una filiera integrata che collabora con lei”, ha detto Rutelli a Franceschini.

IN SALA NON CI SI AMMALA, PENSARE ALLENTAMENTO MISURE

“Al cinema non ci si ammala, semmai si guarisce. Chi va al cinema migliora la propria voglia di vivere e la propria percezione del mondo e lo stare con gli altri, nelle modalità in cui adesso lo si può fare, e pensare che questo lo si possa fare con un razionale allentamento di misure che oggi sono obiettivamente molto restrittive e che rendono difficile il ritorno di massa. Noi ci applichiamo con spirito di volontà. Io ci sono andato con gioia e allegria sapendo di partecipare a qualcosa che accompagnerà la nostra vita nei decenni a venire”, ha detto Rutelli.
“Siamo un’industria, talvolta si tende a dimenticarlo immaginando che il processo che porta alla produzione, alla distribuzione e all’apertura di una sala sia assimilabile a quello che avviene in ogni settore. Non è questo, il cinema ha bisogno di una visione industriale. Sono qui per riaffermare la volontà di Anica, il suo costante rinnovamento e impegno per una visione industriale, economica, occupazionale, sociale e culturale che svolge il cinema nel nostro Paese e la volontà di partecipazione alla filiera. Nessuno ci toglierà il cinema. Al cinema non ci si ammala, ma chi va al cinema dopo sta meglio di quanto non stesse prima”.

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