Caos cimiteri a Roma, Zaghis (Ama): “Mi scuso, abbiamo fatto tutto il possibile”

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Per l'amministratore unico di Ama il vistoso rallentamento di inumazioni e cremazioni "è riconducibile all'aumento doloroso e gravoso dei decessi" (foto di repertorio)
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ROMA – “Voglio presentare le mie scuse e quelle dell’azienda a tutti coloro che hanno subito un lutto negli ultimi 15 mesi. Voglio rassicurare tutti i cittadini e l’Aula che tutto quello che Ama poteva fare, lo ha fatto“. Lo ha detto l’amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, intervenendo in Assemblea capitolina in occasione della seduta straordinaria dedicata alla vicenda dei cimiteri capitolini.

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“Quando nel ’98 Roma ha affidato i servizi cimiteriali ad Ama, l’azienda poteva contare su 350 persone, oggi possiamo contare su 240 per far fronte a una situazione importante come quella Covid“, ha spiegato Zaghis. Che per quanto riguarda gli investimenti ha sottolineato che “negli anni dal 2007 al 2014 Ama poteva contare su 4 milioni e 400mila euro l’anno, poi dall’1 gennaio 2015 fino al 2019 si sono ridotti a zero. Nel 2020, quando si è insediata l’assessora Fiorini e io sono arrivato in Ama, è stata riattivata una collaborazione con la firma di convenzioni per 3 milioni di euro nel 2020, con una ripartenza dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Nel Piano strategico-operativo di Ama 2021-2024 appena approvato, ha sottolineato l’au della municipalizzata capitolina, “si prevede l’assunzione e l’entrata in organico entro 90 giorni di 20 operatori e di almeno 5 addetti nel quadro amministrativo, oltre a una terapia d’urto da 55 milioni di euro, con 12 milioni e mezzo l’anno per i primi tre anni“.

Per Zaghis, però, il vistoso rallentamento di inumazioni e cremazioni “è riconducibile all’aumento doloroso e gravoso dei decessi: prima del Covid parlavamo di circa 30mila decessi l’anno, siamo arrivati a un media di 33mila nel 2020 con un rischio di un picco di 39mila nel 2021 se i contagi non decelereranno. Siamo passati dal gestire circa 50 pratiche al giorno nel periodo 2015-2019 a oltre 75 pratiche quotidiane in questo momento, con aumenti di richieste fino al 60% tra ottobre e dicembre. Anch’io ho perso mio padre- ha concluso Zaghis- capisco il dolore di una famiglia quando per 60 giorni non puoi accompagnare i tuoi cari, ma posso assicurare che tutto quello che si poteva fare è stato fatto”, ha concluso il dirigente di Ama.

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