Cardinale Zuppi: “Fermare la pornografia sul web, causa pedofilia digitale”

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L'arcivescovo di Bologna lancia l'allarme: "Servono iniziative concrete per contrastare questo fenomeno, che cresce senza alcuna prevenzione"
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BOLOGNA – La pornografia su Internet “cresce senza nessuna prevenzione”, è sempre più “accessibile ai minori” ed è causa di “tanta pedofilia digitale”. Servono dunque “iniziative concrete e urgenti” per contrastarla. A rilanciare l’allarme è il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, intervenuto oggi al convegno organizzato da Telefono Azzurro in occasione della Giornata internazionale contro la pedofilia. “Bisogna fare un discorso serio sulla pornografia- premette Zuppi- non moralista, perché il moralismo è miglior alleato della pornografia“. Si tratta di un “mercato floridissimo– segnala il cardinale- motivo di tanta pedofilia digitale. Tanti abusi sono stati identificati con la sceneggiatura, se vogliamo chiamarla così, dei video pornografici che circolano sui siti e che tante volte condizionano gli atteggiamenti degli adolescenti”. La pedofilia in rete “cresce senza nessuna prevenzione- avverte Zuppi- ed è ancora più drammatico perché il materiale è accessibile ai minori via Internet, con effetti sulla loro psiche”. Il cardinale rivendica poi l’impegno della Chiesa nella prevenzione e contrasto agli abusi.

La Chiesa è una madre amorevole– garantisce Zuppi- che cerca di proteggere e far sì che i diritti siano diritti, perché non c’è niente di peggio delle dichiarazioni di diritti che poi non trovano prassi adeguate e conseguenti. E non è più permessa la mancanza di attenzione- ammonisce l’arcivescovo di Bologna- la condanna dei danni inflitti ai minori per il cattivo uso delle nuove tecnologie deve tradursi in iniziative concrete e urgenti. Quindi bisogna avere attenzione che i diritti siano davvero praticati e che le tante dichiarazioni abbiano prassi consolidate per proteggere i più indifesi”.

Secondo Zuppi esistono “tanti modi per disprezzare i piccoli”, tra cui “appunto accontentarsi di una dichiarazione generale sui diritti e non fare scelte forti. La pandemia ha questo vantaggio: saremo migliori se lo vogliamo essere. Abbiamo una grande opportunità di mettere in campo scelte conseguenti, non solo legate all’emergenza, ma che possano davvero garantire i diritti dei più deboli”, manda a dire il cardinale.

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