Ministro Bianchi: “5 progetti di legge per riformare gli ITS”

patrizio bianchi
"Modello di formazione su cui il paese può ripartire"
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ROMA – Aumentare il numero di studenti e studentesse che scelgono di frequentare gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), spiegando ai giovani le potenzialità di “un percorso che ha una propria autonomia didattica, che si fonda su attività frontali e tanta attività all’interno delle imprese”. È uno degli obiettivi del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Non “dichiarazioni di intenti ma attività che stiamo svolgendo e che i nostri 108-109 istituti stanno realizzando giorno per giorno”, come ha spiegato questa mattina intervenendo a ‘ITS POP DAYS’, la prima fiera virtuale degli Istituti Tecnici Superiori.

L’evento organizzato da Confindustria e Umana, in collaborazione con Indire, per diffondere e implementare la conoscenza degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) ed evidenziarne il valore e l’efficacia nell’occupabilità dei giovani e come vere e proprie officine del sapere tecnico ad alto contenuto tecnologico. “Nel nostro Paese la domanda e l’offerta non coincidono perché si sono molto articolate nel tempo, anche come grado di preparazione. Vi è una posizione di ricomposizione di questi fabbisogni e disponibilità” ha spiegato Bianchi, illustrando un nuovo modello per gli ITS che prenda spunto da quello tedesco ma all’interno delle specificità del territorio italiano.

“Ci sono almeno 5 progetti di legge per la riforma degli ITS. Noi abbiamo messo in campo una struttura di supporto per che metteremo in campo a breve. Ma c’è anche un’azione culturale da fare– ha aggiunto Bianchi- Gli ITS sono un pezzo di istruzione formativo, un luogo di incontro tra le varie componenti che animano la crescita locale”. Né scuola né università, quindi, ma un modello di formazione alternativo che trova la sua applicazione grazie alle fondazioni. “Le imprese si organizzano per sviluppare un’offerta amplia di sviluppo e di formazione per i ragazzi che vogliono crescere. Dentro gli ITS c’è la possibilità di costruire mondi nuovi, la possibilità di una crescita personale– ha detto Bianchi- Il made in Italy è proprio questo: un modo di fare impresa e lavorare insieme. Stiamo lavorando per riuscire a raccontare la storia di ragazzi che hanno già fatto queste esperienze e oggi sono parte importante di questa spinta alla crescita. Dobbiamo far conoscere le persone e raccontare ai giovani cosa sono gli ITS”.

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