Fedriga: “Sbagliato fossilizzarsi sul coprifuoco, pensiamo alle attività ancora chiuse”

massimiliano fedriga friuli venezia giulia
Il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e governatore del Friuli Venezia Giulia cerca di focalizzare l'attenzione sulle riaperture di quei settori ancora penalizzati
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

TRIESTE – La Conferenza delle Regioni aveva proposto, con la riapertura dei ristoranti, lo spostamento del ‘coprifuoco’ dalle 22 alle 23. Questo per permettere agli esercizi che possono aprire di potere effettivamente lavorare. Tuttavia, “se fossilizziamo il problema delle aperture alle 23, 24 o 22, ho paura che sbagliamo obiettivo”. Lo sottolinea il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in un intervento questa mattina su Radio24.

Dobbiamo guardare al settore con aperture a ventaglio– spiega il presidente-. Non possiamo pensare che il problema sia il coprifuoco alle 22, alle 23 o che non ci sia il coprifuoco. Ci sono ancora attività totalmente chiuse, come le palestre con lezioni individuali, il settore del ‘wedding’ (organizzazione matrimoni, ndr) che ancora non ha prospettiva”, spiega Fedriga. E aggiunge: “Sicuramente la questione del coprifuoco mi auguro possa avere gradualità per arrivare a toglierlo totalmente, ma se ci fosse necessità ancora per qualche settimane, penso che nessuno si stracci le vesti. Dall’altro lato- conclude- è fondamentale cercare di riaprire qualche attività con la massima sicurezza”.

“UNA GRANDE FASCIA DI POPOLAZIONE NON VUOLE ASTRAZENECA”

“Anche nella mia regione abbiamo un’adesione sotto le aspettative in certe fasce di età e certi target, dovuta probabilmente a una fascia di popolazione che non intende vaccinarsi, ma una grande fascia che non vuole usare AstraZeneca. Questo crea dei problemi gravi sulla campagna vaccinale”. Lo fa sapere intervenendo stamani su Radio24 il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, commentando l’esistenza di una parte del contingente di dosi del vaccino AstraZeneca ferma nei magazzini.

Spero che le chiarezze, che devono essere fatte sempre di più dagli organi competenti, possano rassicurare i cittadini”, continua Fedriga, “capisco che su AstraZeneca è stata fatta una comunicazione confusa che ha fatto paura ai cittadini, però dobbiamo usare la chiarezza della scienza”.

Il presidente tuttavia saluta la proposta del commissario all’emergenza Covid-19, Francesco Figliuolo, di estendere l’impiego del prodotto AstraZeneca anche al disotto della fascia d’età consigliata dei 60 anni. “Penso che il generale Figliuolo stia facendo il suo lavoro, sta cercando di avere maggior successo possibile con la campagna vaccinale, quindi ipotizza un’apertura di platea di AstraZeneca perché quelle dosi vengano utilizzate”, spiega Fedriga.

Sulla questione della distribuzione dei vaccini tra le regioni, sollevata dalla Regione Campania, Fedriga rassicura che “tutta la distribuzione, anche con la precedente struttura commissariale, è stata condivisa con la Conferenza delle Regioni“. E conclude: “Se qualche singola Regione nota dei difetti non evidenti ai più, siamo i primi a voler aiutare chi trova dei deficit nella fornitura”.

LEGGI ANCHE: Figliuolo: dal 10 aprile -26% di decessi e -31% di ricoveri in terapia intensiva

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»