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Coronavirus, in Tunisia marcia indietro sulle ‘madri di famglia’

"Questa eccezione oltraggiosa riflette una visione maschilista e patriarcale dei ruoli di genere che fa ricadere la responsabilita' dei bambini sulle sole donne"
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ROMA – Passo indietro con polemiche in Tunisia, nel nome della parita’ di diritti. Il governo e’ stato spinto infatti ad annullare una clausola del decreto per le riaperture dopo lo stop dovuto alla pandemia di Covid-19. Nel testo si intimava di restare a casa alle “madri con bambini con meno di 15 anni di eta’”.

Secondo l’edizione online del settimanale Jeune Afrique, tra sabato e domenica la prescrizione aveva sollevato polemiche sui social network e spinto piu’ associazioni a protestare. “Questa eccezione oltraggiosa riflette una visione maschilista e patriarcale dei ruoli di genere che fa ricadere la responsabilita’ dei bambini sulle sole donne” avevano denunciato le ong in un comunicato congiunto. Menzionato nella protesta il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione del 2014, approvata dopo la Primavera araba e la caduta del presidente Zine El Abbidine Ben Ali.

Critica anche Bochra Bel Haj, ex deputata nonche’ presidente della Commissione per le liberta’ individuali e l’uguaglianza.
“Al di la’ dei diritti delle donne – aveva sottolineato la dirigente – il governo dovrebbe sapere che ci sono padri che desiderano occuparsi dei loro bambini e di altri che dovrebbero farlo”.

Nel testo del decreto a essere esclusi dalla ripresa delle attivita’ erano anche i “pensionati con oltre 65 anni di eta’“, le persone con malattie croniche e le donne incinte.

Dopo la protesta delle associazioni, pero’, il riferimento alle madri e’ stato eliminato. Il nuovo testo, non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, e’ entrato in vigore ieri, in coincidenza con le riaperture.

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