Venezuela, arrestati due cittadini Usa: “Volevano uccidere Maduro”

Per Maduro i due americani, veterani di Iraq e Afghanistan, farebbero parte dell'unità che si occupa della sicurezza di Donald Trump
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Due cittadini degli Stati Uniti sono stati arrestati in Venezuela con l’accusa di aver preso parte a un tentativo di incursione armata via mare, ieri nello Stato costiero di Aragua. L’incursione, confermata dal procuratore generale Tareck William Saab, avrebbe seguito un altro tentativo di attacco via mare, denominato Operazione Gedeon, bloccato dalle forze armate domenica.

Luke Alexander Denman e Airan Berrym, queste le identita’ dei due arrestati secondo il giornale locale El Nacional, sarebbero veterani delle guerra di Iraq e Afghanistan. Secondo il presidente Nicolas Maduro i due farebbero anche parte dell’unita’ che si occupa della sicurezza del capo di stato americano Donald Trump.

Insieme ai due cittadini americani ci sarebbero altre sei persone, tra le quali il capitano della Guardia nazionale Antonio Sequea Torres. Secondo le ricostruzioni della stampa di Caracas, i paramilitari sarebbero stati bloccati da alcuni pescatori e poi consegnati alla forze di sicurezza.

Maduro ha dichiarato in una conferenza stampa di avere le prove che dimostrerebbero che il gruppo di militari e miliziani “si e’ addestrato in territorio colombiano” e ha aggiunto che l’obiettivo della missione era ucciderlo.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»