VIDEO | Blitz della finanza per corruzione al porto di Salerno, 69 misure cautelari

Nel sistema di affari illeciti sono coinvolti funzionari, spedizionieri, avvocati e un militare della guardia di finanza
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NAPOLI – Accordi corruttivi per eludere i controlli sulle merci giunte nel porto di Salerno, registrazioni doganali fittizie, evasione di diritti doganali e oltre 50 azioni predatorie su prodotti stipati in container. È il sistema di affari illeciti su cui ha indagato la procura della Repubblica di Salerno e che stamattina, nell’ambito dell’operazione Tortuga condotta da 250 finanzieri del comando provinciale di Salerno, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Salerno nei confronti di 69 persone. Tra queste ci sono 17 funzionari doganali, sei funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, due avvocati, un dipendente amministrativo in servizio alla procura della Repubblica di Salerno e un militare della guardia di finanza, oltre a dieci soggetti privati. Sono accusati, a vario titolo, dei reati di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, peculato, corruzione, traffico internazionale di rifiuti e ricettazione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, traffico di influenze illecite e favoreggiamento personale, tutti reati commessi nell’area portuale salernitana. In totale gli indagati sono 87. Le indagini hanno avuto origine da una segnalazione dell’Olaf (Ufficio europeo antifrode) per un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè, in transito per il porto di Salerno, apparentemente destinato in Marocco. In realtà le oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri erano state fittiziamente registrate in uscita dall’ufficio doganale di Salerno e immesse illecitamente sul mercato con un’evasione dei diritti doganali stimata in oltre 1,2 milioni di euro. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’allora direttore ad interim e dell’allora vicedirettore dell’ufficio delle dogane di Salerno, entrambi raggiunti dalla misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio di 10 mesi. Insieme a funzionari doganali avevano cercato di eludere le investigazioni per accertare le registrazioni doganali fittizie. Sono 53 gli episodi di illecita appropriazione di merci commessi in breve tempo da funzionari doganali, personale fitosanitario, spedizionieri, ausiliari doganalisti e dipendenti della società di facchinaggio ai quali è stato contestato il reato di peculato in concorso. Parliamo di ruberie che interessavano beni di scarsissimo valore come jeans, fagioli, patate, confezioni di colla e sacchetti di mandorle. Accertato anche un traffico internazionale di rifiuti per condotte riconducibili a due spedizionieri doganali e sette persone di etnia africana interessate alle spedizioni. Sequestrate 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, oltre a mille pannelli fotovoltaici e altrettanti accumulatori di energia elettrica che avrebbero raggiunto territori africani. Gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due avvocati del foro di Salerno e di un dipendente del ministero della Giustizia, per cui è stata disposta la sospensione dalla professione e dal pubblico ufficio per dieci mesi, per illecito accesso ai sistemi informatici e divulgazione di dati riservati sul procedimento penale nell’interesse dei funzionari doganali che temevano di essere coinvolti nelle indagini in corso. Stessa misura interdittiva per un brigadiere della finanza che, in concorso con un funzionario doganale, attestava fittiziamente il rientro di merci temporaneamente esportate, in realtà mai transitate nel porto di Salerno.
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5 Maggio 2020
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