Elezioni, se Salvini segretario ‘disobbedisce’ a Salvini ministro

Il comizio di venerdì sera a Forlì - che Salvini ha tenuto dal balcone del municipio- ha violato il regolamento comunale ma anche la stessa ordinanza inviata dal ministro ai prefetti
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ROMA – Se Salvini segretario della Lega disobbedisce a Salvini ministro dell’Interno…. Nel comizio di venerdì sera dal balcone del municipio di Forlì, Matteo Salvini non ha contravvenuto solo a un divieto del regolamento comunale, come lamentato dal sindaco Davide Drei su facebook. Ha infranto anche le disposizioni che lo stesso Viminale, per il tramite dei Prefetti, ha diramato in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee ed amministrative del prossimo 26 maggio.

Leggi l’ordinanza

Nell’ordinanza del 17 aprile scorso, in possesso dell’agenzia Dire, il prefetto di Forlì-Cesena scrive ai Sindaci e per conoscenza al Questore, al Comandante dei Carabinieri e della Guardia di finanza, per ricordare gli obblighi di legge in ordine all’oggetto ‘propaganda elettorale-disciplina’. Obblighi che iniziano dal rispetto dei regolamenti comunali. Il sindaco Drei spiega che Salvini ha violato i regolamenti già a partire dall’utilizzo del balcone del municipio.

“Usare il balcone del Municipio su piazza Saffi per parlare a una (per la verità scarsa) platea di un comizio sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime. Cosa che per Forlì, che ha nella sua piazza principale un luogo di rispetto e memoria per i partigiani che qui vennero impiccati e per il sacrario alle vittime della guerra, è semplicemente inaccettabile”, scrive il primo cittadino. In realtà la Lega che ha organizzato il comizio è dovuta ricorrere alla soluzione del balcone per ovviare al maltempo che imperversava in piazza. Altrimenti il comizio- si apprende da fonti leghiste locali- si sarebbe tenuto in piazza sì, ma non dal balcone.

Sui manifesti pubblicati dal Carroccio si legge un generico: “Incontro coi cittadini- piazza Saffi”. A guastare i programmi ci si mette la pioggia. Ma il cambio di programma, stando all’ordinanza del Prefetto, obbligava a posticipare l’evento di almeno 48 ore. Così recita il documento prefettizio: “Gli organizzatori informeranno almeno due giorni prima della data fissata per il comizio con apposita comunicazione scritta le Autorità comunali e gli organi di polizia. Per quanto riguarda la durata dei comizi si farà riferimento ai regolamenti predisposti dai singoli comuni. Le amministrazioni comunali individueranno i siti e le piazze per lo svolgimento della campagna elettorale. Per l’utilizzo di detti siti e dette piazze saranno stabiliti turni tra i vari partiti e gruppi politici, d’intesa con le amministrazioni comunali. In tal caso ciascun partito e/o gruppo politico darà conferma al Comune dell’effettuazione del comizio 48 ore prima del suo inizio. […] Resta inteso che i siti individuati […] potranno non essere concessi dalle amministrazioni comunali”.

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